I parlamentari del Pdl questa mattina non sfileranno silenziosamente davanti al Tribunale di Milano per protestare contro quella che ritengono una vera e propria “persecuzione giudiziaria” verso Silvio Berlusconi (foto by Infophoto). A stoppare ogni intento di protesta ci ha pensato proprio il Cavaliere, annunciando di aver ringraziato tutti “per la loro dimostrazione di fiducia e di affetto” ma di aver chiesto di “soprassedere a tale iniziativa per il rispetto che ho sempre portato alle istituzioni repubblicane”.

Lunedì impegnativo per il leader Pdl, che oggi dovrebbe essere dimesso dall’ospedale San Raffaele dove è ricoverato da alcuni giorni in seguito a una grave congiuntivite, secondo quanto diagnosticato dai medici. Non abbastanza grave, però, da impedirgli di presenziare all’udienza del processo Ruby in programma questa mattina nel tribunale milanese (in occasione della quale si sarebbe dovuto tenere il sit-in di protesta), come ha stabilito il medico fiscale inviato dalla Procura. Pur non avendo il legittimo impedimento, Silvio Berlusconi non sarà in aula quando il pm Ilda Boccassini pronuncerà la sua requisitoria. Sicuramente durissima.

E il leader Pdl non parteciperà neppure all’incontro dei parlamentari neoeletti, in programma sempre oggi, che dovrà fare il punto sul post-elezioni. In contemporanea è prevista una analoga iniziativa del Pd, dopo la riunione dei Cinque Stelle che ieri ha duramente bocciato qualsiasi possibilità di accordo per la formazione di un futuro governo. Il movimento di Beppe Grillo tornerà a riunirsi mercoledì per preparare la rosa di nomi da proporre per la presidenza delle due Camere. Un voto dal quale i parlamentari del centrodestra potrebbero essere assenti in segno di protesta.