Silvio Berlusconi è stato ricoverato ancora una volta in ospedale, a causa del riacutizzarsi dell’uveite che ha ripreso a tormentarlo. Già sabato pomeriggio le condizioni dell’ex presidente del Consiglio erano parse tutt’altro che floride, quando si era presentato con un vistoso paio di occhiali da sole in una Milano allagata per la presentazione del libro scritto da Michaela Biancofiore. “Vi chiedo scusa“, aveva detto Berlusconi alla platea di giornalisti presenti, “ma non posso togliermeli, mi lacrima l’occhio sinistro, quella maledetta statuetta mi ha fatto perdere quattro denti e quasi un occhio“, con chiaro riferimento all’incidente di piazza del Duomo del dicembre 2009. E ieri pomeriggio il leader di Forza Italia è stato costretto nuovamente al ricovero presso il San Raffaele. E, come sempre, circola il massimo riserbo sulle condizioni di Berlusconi; tuttavia, per completare tutti gli accertamenti del caso, potrebbe volerci un’intera settimana.

Cos’è l’uveite

L’uveite è un’infiammazione dell’uvea, uno strato pigmentato che si trova tra la sclera (“il bianco dell’occhio”, per capirci) e la retina, e di cui fa parte anche l’iride. I sintomi somigliano a quelli di una forte congiuntivite, tra i quali possiamo contare la fotofobia, la forte lacrimazione e l’annebbiamento della vista, oltre al dolore provocato dall’insieme di questi fattori. Le cause sono perlopiù autoimmuni – ovvero, è lo stesso sistema immunitario ad attaccare l’uvea – anche se, come abbiamo visto, Berlusconi ha trovato un collegamento con la famosa statuetta. Il trattamento solitamente prevede la somministrazione di antibiotici e antiinfiammatori tramite collirio. Non è una patologia generalmente considerata debilitante, ed è questo il motivo per cui i due ricoveri a cui è stato sottoposto l’ex premier (il primo nell’agosto 2013) hanno sollevato qualche perplessità, anche se il suo medico personale, il dottor Zangrillo, si è affrettato a far chiarezza: ”Non sarà un ricovero brevissimo, ma non facciamo strane rivisitazioni, è solo un problema oftalmico“.