Berlusconi a tutto campo, come sempre. Il giorno dopo le primarie del Pd, e mentre il Pdl naviga a vista in attesa di una conferma definitiva dell’appuntamento del 16 dicembre, il leader maxìmo del centrodestra, dice la sua al telefono con Maurizio Belpietro durante il programma “Mattino 5″. Su tutto. Sul suo nuovo soggetto politico, sull’attuale governo Monti, sugli avversari del centrosinistra. Con un nuovo “endorsement”, tutto a favore di Matteo Renzi.

Un nuovo ritorno? “Stiamo valutando con grande senso di responsabilità la situazione” assicura l’ex premier, intervistato sulla possibilità o meno di vederlo alla guida di un nuovo soggetto politico. D’altronde, precisa lui, “qualcosa deve partire da ciò che sta succedendo oggi”,  è il momento di “cambiare tutto, aprire gli occhi” e perciò “serve una forza nuova”. Una ipotesi da cui dipende l’esistenza o meno delle primarie del Pdl, ancora in bilico nonostante siano in programma tra tre settimane. “Per ora vanno avanti – è il commento di Berlusconi – c’è un ufficio di presidenza che deciderà se confermarle o meno”.

In tema di primarie, inevitabile un commento sul voto di ieri,  e sull’appuntamento che domenica prossima vedrà protagonisti Renzi e Bersani al ballottaggio. E le simpatie di Berlusconi sono tutte, com’è noto, per il giovane sindaco di Firenze. “Questo Renzi non ha portato avanti le stesse idee del Pci-Pds-Ds che non hanno mai abbandonato l’ideologia comunista” al punto che,  ”con Renzi anche l’Italia potrebbe avere un partito socialdemocratico come l’Inghliterra e la Germania”.

Ma l’ex premier ne ha anche per il suo successore. Mario Monti? Una sua creazione, a sentire l’ex presidente del Consiglio. “Anche col mio assenso immediato Monti fu fatto senatore a vita prima di affidargli l’incarico di premier”. E su una possibile ricandidatura del Professore, Berlusconi è convinto che “se lui riterrà di poter essere utile al Paese e alcune forze politiche saranno dell’idea, queste forze si potranno rivolgere a lui”. E sulla recessione, tutta colpa di Angela Merkel, secondo il Cavaliere. “Sono politiche recessive. Non si può applicare quella ricetta a un Paese che non sia in grande sviluppo”.

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