Silvio Berlusconi ha chiesto l’affido ai servizi sociali e, in base a quello che deciderà il Tribunale di Milano, il suo futuro potrebbe essere fatto di tante cose. Finora, a differenza di quanto trapelato ieri, non c’è stato nessun incontro con l’assistente sociale dell’Uepe. Intanto chiariamo subito una cosa: la legge non prevede l’obbligo di un percorso di recupero o un’ammissione di una colpa, quindi il percorso procede anche senza che Berlusconi faccia o dica qualcosa a sua discolpa.

Giovedì, come detto, ci sarà l’udienza: da lì i giudici avranno cinque giorni per decidere il futuro di Berlusconi. Se diranno di sì all’affidamento, sarà quasi certamente il dirigente dell’Uepe a prendere in carico la sua posizione: un incontro al mese di verifica sul percorso per nove mesi totali, in quanto dalla pena che deve scontare l’ex Premier (un anno) vanno tolti tre mesi di liberazione anticipata.

Berlusconi non avrà particolari limitazioni di libertà, se non quelle relative agli spostamenti, anche se le deroghe sono all’ordine del giorno, e il divieto di espatrio, che peraltro per Berlusconi è già in vigore da agosto. Dunque, in sostanza, un percorso che andrebbe ad incidere decisamente poco.

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