Silvio Berlusconi si candiderà come prossimo sindaco di Milano? Quella che all’inizio sembrava solo una suggestiva ipotesi di fanta-politica sembra stia prendendo sempre più piede, almeno all’interno degli ambienti di Forza Italia.

Tutto è partito sabato scorso proprio dalle parole di Berlusconi, che partecipando a un evento di Forza Italia ha parlato delle elezioni per il successore di Giuliano Pisapia, che ha già annunciato che non si ricandiderà, nel capoluogo della Lombardia previste per il prossimo anno.

Silvio Berlusconi ha affermato: “A Milano tutto è iniziato e da Milano tutto potrebbe ripartire. […] Nel 2016 dovremo riconquistare il Comune con un candidato sindaco che sarà la sintesi della nostra storia. […] Da Milano poi faremo ripartire anche l’Italia, dove siamo la maggioranza vera e naturale”.

A chi si stava riferendo? La possibilità è che stesse parlando proprio di se stesso. Nel 2016 terminerebbe infatti il periodo di sospensione per due anni dai pubblici uffici e Berlusconi potrebbe quindi essere candidabile. A spingere in favore di questa ipotesi ci sono alcuni altri membri del suo partito, a partire da Mariastella Gelmini.

L’ex ministro dell’istruzione nonché attuale coordinatrice di Forza Italia ha dichiarato: “Berlusconi candidato sindaco? Magari…”. La Gelmini ha inoltre sostenuto che la sua candidatura: “Sarebbe senza dubbio la più forte in assoluto, quella capace, una volta di più, di unificare tutti, e non soltanto per il ruolo politico nazionale: lui sarebbe il miglior interprete di Milano e della sua capacità di costruire e di guardare avanti. […] Ma non so se ci sia la sua disponibilità. Dico la verità, qualche tempo fa io ci avevo pensato e gliel’ho detto. Ma lui ha un po’ lasciato cadere la cosa”.

Non è per altro la prima volta che un’idea del genere viene fuori. Il primo a proporla fu Giuliano Ferrara, come mette in evidenza Sergio Scalpelli, ex assessore della giunta Albertini: “Fu un’idea di Giuliano Ferrara nel 1997, la vedeva come la ripartenza dopo la sconfitta subita da Romano Prodi e il modo migliore per attraversare la “traversata nel deserto” dell’opposizione; ma lui allora fece scelte diverse, e oggi forse siamo fuori tempo massimo. […] Berlusconi certamente compatterebbe il centrodestra. E avrebbe un gran senso se Renzi mettesse lì un Emanuele Fiano o una Lia Quartapelle. […] Io non lo glielo augurerei. Ed è inutile pensare a un super staff che gli darebbe una mano. Tra l’altro, scegliersi i collaboratori non è la cosa in cui Berlusconi è più bravo”.