Sono passati diversi giorni dalla votazione in Senato del Ddl Cirinnà, ma lo strascico di polemiche non si è ancora esaurito. A tenere banco non sono solo le unioni civili e la stepchild adoption, ma anche la fiducia apposta dal governo Renzi sul disegno di legge. In Senato il provvedimento è passato anche con l’appoggio dei parlamentari vicini a Verdini e la cosa non è stata vista di buon occhio da una parte del Partito Democratico, capitanata da Pier Luigi Bersani.

L’ex segretario del Pd ha attaccato l’avvicinamento ad ALA (Alleanza Liberalpopolare-Autonomie) di Verdini da parte di Matteo Renzi. Bersani ha infatti dichiarato: “Non è vero che abbiamo bisogno di Verdini come non era vero che avevamo bisogno di Berlusconi con il Patto del Nazareno”.

Pier Luigi Bersani sottolinea che l’appoggio di Verdini alla maggioranza di governo: “È una scelta, Renzi scelga se vuol fare quello che rottama o quello che resuscita e su questo bisognerebbe fare una discussione anche congressuale. Se uno che vota la fiducia non è in maggioranza, uno che non la vota non è all’opposizione… Siamo fra aggiuntivi e disgiuntivi. Eccoci finalmente approdati nella Casa delle Libertà. Devo riconoscere a Renzi una straordinaria qualità: è riuscito a cambiare le papille gustative di un bel pezzo dell’area democratica e dell’informazione. Il mondo di Verdini risulta improvvisamente commestibile. Io continuo a trovare questa cosa sorprendente”.

Bersani si auspica la convocazione di un congresso del Partito Democratico per poter affrontare la situazione: “Ci sono dei problemi che richiederebbero una discussione. Un congresso sarebbe più utile ma cercheremo comunque di far vivere una discussione nel partito, ci vediamo a Perugia per questo”, ha detto riferendosi alla convention che la minoranza del Pd terrà dall’11 al 13 marzo.

Al no alla proposta di congresso del Pd di Roberto Speranza, capogruppo del partito dalla Camera dei Deputati, Bersani ha replicato dicendo: “La trovo una risposta arrogante e tranciante. Mi spiace che non si veda un po’ di gente che sta cercando di raffigurare un Pd ospitale per un’idea di sinistra. Se non si apprezza questo sforzo, vuol dire che non si sta capendo cosa sta succedendo”.

Quanto alla possibilità che l’ingresso di Verdini dalla minoranza potrebbe portare alla sua uscita, Pier Luigi Bersani ha risposto con ironia: “Se Renzi riesce a buttare fuori me deve avere un bel fisico”.