Una volta andavano al ristorante insieme per parlare di tacchini sul tetto e studiare la strategia elettorale. Non sono passati neanche tre mesi e adesso sono tornati ad essere acerrimi nemici. Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi hanno decisamente poco in comune. L’ultimo motivo di scontro è la scelta dei “grandi elettori” regionali del Quirinale, cioè i rappresentanti delle regioni che fra poco si uniranno ai parlamentari per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica. Nei giorni scorsi erano circolate voci che uno dei tre delegati per la Regione Toscana sarebbe potuto essere proprio Renzi. Così non è stato. Oggi il sindaco di Firenze ha dichiarato a SkyTg24: “Per tanti motivi avrei volentieri rappresentato la Regione Toscana. Io rispetto le decisioni del gruppo del Pd. Naturalmente qualcuno mi aveva detto: non c’è problema, ti votiamo. Poi da Roma è arrivata qualche telefonata per fare il contrario”. Renzi ha anche aggiunto: “Cose che succedono. Ma io non mi abituerò mai alla doppiezza”.

Fulmini e saette. Bersani ha attivato lo “smacchio il giaguaro mode” e ha diffuso una seccatissima nota: “Nella sequela di quotidiane molestie mi vedo oggi attribuiti non so quali giochini tesi ad impedire la nomina di Renzi a grande elettore per la Toscana. Smentisco dunque di aver deciso o anche solo suggerito, o anche solo pensato alcunché, a proposito di una scelta che riguarda unicamente il consiglio regionale della Toscana”.

Ma il rottamatore ne ha anche per il possibile accordo che potrebbe anche nascere tra Pd e Pdl. In un incontro elettorale a Trieste per la Regione, in cui appoggia Deborah Serracchiani, ha commentato: “Se Bersani e Berlusconi riterranno più opportuna qualche forma di accordo nell’interesse del Paese, spero facciano il più veloce possibile. Se dovesse dipendere da me tornerei alle elezioni domani mattina”.