Era la notte tra il 25 e 26 agosto del 1992 quando la città di Sarajevo era sotto assedio dai bombardamenti per gli scontri delle forze del governo bosniaco, che miravano all’indipendenza dalla Jugoslavia, contro l’Armata Popolare Jugoslava e le forze serbo-bosniache, che invece puntavano a distruggere l’allora neo-indipendente stato della Bosnia ed Erzigovina, per creare la Repubblica Serba di Bosnia ed Erzigovina.

Anni di scontri cominciati il 5 aprile 1992 e terminati il 29 febbraio 1996 che hanno portato vittime e distruzione in tutto il paese, con ingenti danni anche al patrimonio culturale. Molti edifici vennero incendiati da bombe e proiettili e rasi al suolo. Tra quelli più gravi c’è anche la Biblioteca Nazionale ed Universitaria di Bosnia ed Erzigovina, allora ritenuta “insignificante” dalle forze serbo-bosniache, quindi colpita dai proiettili al fosforo e lasciata bruciare con un immenso patrimonio di storia al suo interno, del quale 80% ne andò poi perduto.

Manoscritti rari, fotografie e documenti: oltre due milioni di volumi sono andati perduti; per giorni dopo i bombardamenti i cittadini hanno lavorato per cercare di salvare  il salvabile, portandoli via e nascondendoli dove potevano, mentre i primi progetti di solidarietà iniziavano a sorgere in tutto il mondo, con iniziative che puntavano a sostenere la ricostruzione dello stesso edificio, ma anche del patrimonio andato perduto.

Prima di diventare ufficialmente Biblioteca Nazionale nel 1947 l’edificio, in stile pseudo moresco e costruito nel 1892, era il Municipio di Sarajevo durante il dominio austroungarico.

Dopo moltissimi lavori, 18 anni dopo si può finalmente tornare ad ammirare la Vijecnica, così chiamata dai bosniaci, completamente  ricostruita il 9 maggio 2014 e verrà così  inaugurata per celebrare il ritorno al suo splendore. L’intera opera è costata più di 15 milioni di euro e, negli anni, si è cercato di ricostruirla il più fedelmente possibile e con materiali originali.

Oggi dopo 18 anni di lavori di ricostruzione e a 118 anni dalla sua prima inaugurazione, restituiamo la Vijecnica ai cittadini di Sarajevo perché essa fa parte della loro identità”, ha dichiarato il sindaco Ivo Komsic.

Durante gli incendi alcuni dipendenti della Biblioteca che si trovavano in loco hanno cercato di spegnere le fiamme fino a quando questo non invasero completamente l’edificio, vedendoli forzati alla fuga. “Mentre gli assedianti sparavano contro i vigili del fuoco, vedevamo impotenti le fiamme che ingoiavano i libri, un piano dopo l’altro”, ha raccontato con tristezza Kadira Mujanovic, una delle dipendenti che cercò di salvare il salvabile all’interno dell’edificio. “Correvamo dentro come ragazzini a prendere casse di libri e all’uscita li gettavamo a bordo di un camion militare”, ricorda invece il violoncellista Vedran Smajlovic, diventato noto per una sua celebre foto in cui suonava il violoncello tra le macerie della Biblioteca

L’edificio ospiterà l’Amministrazione cittadina, una parte del patrimonio librario della Biblioteca Nazionale ed il Museo di Sarajevo. A rendere omaggio a questo evento una cerimonia in grande stile: la Filarmonica di Sarajevo accompagnata da 200 solisti, danze ed una proiezione di un video in 3D della storia dell’edificio.

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