Sarà aperta al pubblico da oggi, sabato 1 giugno, fino al 24 novembre 2013  la 55° Esposizione Internazionale d’arte della Biennale di Venezia.

Da sempre considerata una delle più importanti esposizioni d’arte italiane, a partire dagli anni ’30 si è aperta a protagonisti stranieri, divenendo oggi una tra le più antiche, importanti e prestigiose rassegne internazionali d’arte contemporanea al mondo. Nata come società di cultura nel 1895, con l’organizzazione della prima Esposizione Biennale d’Arte del mondo al fine di stimolare l’attività artistica e il mercato dell’arte nella città di Venezia, ha tuttora il fine di promuovere le nuove tendenze artistiche ed organizzare manifestazioni internazionali nelle arti contemporanee. A dar vita all’iniziativa fu un gruppo di intellettuali veneziani capeggiati dall’allora sindaco, Riccardo Selvatico che con una delibera dell’amministrazione comunale di Venezia del 19 aprile 1893, propose di “istituire un’esposizione biennale artistica nazionale”. Il nome “Biennale” deriva dalla cadenza biennale delle sue manifestazioni (con l’eccezione della Mostra del cinema nata nel 1932 con cadenza annuale) e grazie ad essa, nel settore culturale, il termine italiano “biennale” ha da allora acquisito una più ampia valenza, divenendo per antonomasia sinonimo di grande evento internazionale ricorrente.

Nel corso degli anni la Biennale si è evoluta aprendo le porte ad un numero crescente di Paesi, e ampliando l’offerta passando da arte ad architettura, musica, danza e teatro: una complessa evoluzione iniziata 1993, con Achille Bonito Oliva, e divenuta prassi a partire dal 1998, quando le Biennali di Arte e Architettura non sono state più solo mostre organizzate nei padiglioni nazionali, ma basate su due grandi pilastri, ciascuno con il suo curatore e il suo progetto espositivo: la mostra nazionale, ospitata negli storici padiglioni dei Giardini viene affiancata dalla Mostra Internazionale del curatore della Biennale. Per dare maggiore spazio ad una pluralità di voci sempre più ampia, agli spazi dei padiglioni nazionali si sono quindi affiancate diverse altre sedi espositive, tra le quali le più interessanti sono probabilmente quelle dell’Arsenale, con 14.000 mq coperti e ben 32.000 mq scoperti. In tutto per questa 55° edizione potremo ammirare l’arte di 90 paesi, 10 dei quali presenti per la prima volta, come Angola, Bahamas, Repubblica della Costa d’Avorio, Kosovo, Kuwait, Maldive, Paraguay, …

L’idea è quella di dare vita a una grande mostra-ricerca che ponga la sua attenzione sulla relazione che viene ad instaurarsi tra l’opera e il visitatore. Curatore di questa edizione è Massimiliano Gioni, che ha cercato di mettere gli artisti proposti in una prospettiva storica, evidenziando legami e relazioni tra ispirazioni passate e presenti. Per il suo ‘Palazzo Enciclopedico’, si è ispirato alla famosa frase di Platone ‘Nulla è più dolce che sapere tutto’: Venezia dunque per sei mesi si trasformerà in una enciclopedia a cielo aperto in cui il sapere scientifico si mescolerà a quello tecnologico e all’estetica di una civiltà postmoderna che si ciba di bellezza e senso dell’ineffabile. Gioni ha spiegato alla stampa la scelta del tema evocando la figura dell’artista italo-americano Marino Auriti che “il 16 novembre 1955 depositava presso l’ufficio brevetti americano i progetti per il suo Palazzo Enciclopedico, un museo immaginario che avrebbe dovuto ospitare tutto il sapere dell’umanità, collezionando le più grandi scoperte del genere umano, dalla ruota al satellite”. Auriti progettò un edificio di 136 piani che avrebbe dovuto raggiungere i 700 metri di altezza e occupare più di 16 isolati della città di Washington. L’impresa rimase naturalmente incompiuta, ma il sogno di una conoscenza universale e totalizzante attraversa la storia dell’arte e dell’umanità e accomuna personaggi eccentrici come Auriti a molti artisti, scrittori, scienziati e profeti che hanno cercato – spesso invano – di costruire un’immagine del mondo capace di sintetizzarne l’infinita varietà e ricchezza. Massimiliano Gioni ha spiegato che: “Oggi, alle prese con il diluvio dell’informazione, questi tentativi di strutturare la conoscenza in sistemi omnicomprensivi ci appaiono ancora più necessari e ancor più disperati. La 55. Esposizione Internazionale d’Arte indagherà queste fughe dell’immaginazione in una mostra che – come il Palazzo Enciclopedico di Auriti – combinerà opere d’arte contemporanea e reperti storici, oggetti (ri)trovati e artefatti.”

Al centro dell’esposizione troverà quindi ampio spazio “una riflessione sui modi in cui le immagini sono utilizzate per organizzare la conoscenza e per dare forma alla nostra esperienza del mondo.” Ispirandosi a quello che lo studioso Hans Belting ha definito una “antropologia delle immagini”, la Biennale d’Arte 2013 curata da Massimiliano Gioni avvierà “un’indagine sul dominio dell’immaginario e sulle funzioni dell’immaginazione”.

La mostra si propone come un percorso unico dal Padiglione Centrale (negli spazi dei Giardini)  fino all’Arsenale. A sottolineare il suo approccio antropologico allo studio delle immagini, ecco che l’itinerario inizia con la presentazione del Libro Rosso di Carl Gustav Jung, opera esposta per la prima volta al vasto pubblico, una raccolta di visioni e fantasie che introduce la riflessione, leitmoviv dell’esposizione. Ai lavori più recenti come le cosmografie di Guo Fengyi, le icone religiose di Jean-Frédéric Schnyder e i video di Artur Zmijewski, si affiancano poi prodotti artistici dei primi del Novecento come la cartografia dell’universo di Hilma af Klimt (una vera rarità) e le interpretazioni simboliche dell’universo di Augustine Lesag. Una “mostra-ricerca”, concepita come un museo temporaneo, che combina opere d’arte contemporanea, reperti storici, oggetti trovati e artefatti, con opere che vanno dall’inizio del secolo scorso a oggi, includendo più di 150 artisti provenienti da 37 nazioni.

Una novità assoluta è inoltre rappresentata dalla partecipazione della Santa Sede con una mostra allestita nelle Sale d’Armi, mentre il Padiglione Italia – in Arsenale – è curato quest’anno da Bartolomeo Pietromarchi con una mostra dal titolo “vice versa”. Sono 47, infine, gli eventi collaterali in programma.

Il costo del biglietto intero valido per due giorni per vedere l’Arsenale e i Giardini è di 30 euro, se invece si vuole vedere una sola esposizione il costo è di 25 euro.