Annunciata dall’inizio delle ostilità tra Matteo Renzi e l’Unione Europea in merito di approvazione della Manovra italiana, è arrivata oggi la prima contromossa politica del premier, nello specifico tramite l’apposizione della riserva – una sorta di primo veto – sul documento di revisione del pluriennale bilancio UE.

Nel programma, che si estende fino al 2020, mancherebbero garanzie in merito alle priorità segnalate dall’Italia, ovvero immigrazione, ricerca, sicurezza e disoccupazione giovanile.

È stato Renzi in persona a proclamarlo durante un intervento presso l’università di Catania: “Nella giornata di oggi, come avevamo annunciato, abbiamo messo il primo veto nella discussione sul bilancio a Bruxelles. Lo ha fatto il sottosegretario Gozi a mio nome a Bruxelles”. Il premier ha spiegato di non voler “riempire di soldi i Paesi europei che non soltanto non accettano un accordo che hanno firmato, ma con i nostri soldi alzano i muri”.

Sulla questione è intervenuto lo stesso Sandro Gozi, annunciando che “noi non siamo né nazionalisti né populisti. Siamo molto stanchi delle ambiguità e delle contraddizioni europee, di un’Europa che dice alcune cose e poi non le fa”.

Quello posto dall’Italia non è un veto tout court, in quanto sarebbe richiesta una votazione formale, ma è una riserva che consegue il risultato di dare avvio a una possibile mediazione con gli altri Paesi membri.

L’iniziativa è stata minimizzata dalla presidenza slovacca attualmente in testa alla UE, la quale ha fatto notare che al momento sono già stati previsti sei miliardi di euro destinati ai temi indicati da Renzi: per questo motivo la prospettiva è quella di presentare lo stesso al Parlamento europeo l’accordo di bilancio, che ha ricevuto un consenso piuttosto ampio, “pur rispettando la riserva espressa dall’Italia, che ha bisogno di più tempo per unirsi al consenso”.

Il presidente del Consiglio però non ha mollato la presa e in serata ha ribadito l’iniquità del trattamento riservato all’Italia: “All’Europa qualche segnale va lanciato, noi diamo 20 miliardi all’Unione europea e ne prendiamo solo 12: si portano via i nostri soldi e poi ci sono Paesi che non rispettano gli accordi e tirano su i muri. Anche noi andiamo avanti”.

Nel frattempo si continua a discutere sulla Manovra italiana, ma dalle ultime indiscrezioni sembra che Bruxelles sia disposta a concedere l’ok, pur mantenendo qualche riserva.