E’ ancora polemica sull’indiano che a Scoglitti, nel ragusano, avrebbe tentato di rapire una bimba che si trovava in spiaggia coi genitori. Stando alle prime testimonianze, l’uomo avrebbe portato via la piccola, prendendola in braccio e tentando la fuga. Poi sarebbe stato braccato dai genitori della bimba che l’avrebbero messa in salvo. Una versione dei fatti che, poi, è stata rettificata dallo stesso Procuratore di Ragusa e dalla pm che non ha convalidato il fermo dell’indiano poi trasferito nel Cie di Caltanissetta.

L’indiano era stato trasferito nel Cie

Infine è arrivata la notizia che Ram Lubhaya, questo il suo nome, è stato “espulso dal territorio nazionale”: “Lo straniero, a seguito di un decreto di trattenimento emesso dal Questore di Ragusa, era stato accompagnato all’interno del Centro di Identificazione ed Espulsione di Pian del Lago a Caltanissetta” ha fatto sapere il Ministro dell’Interno Angelino Alfano. “Avevo impugnato l’espulsione ma l’udienza ci sarà a fine settembre” ha detto a Repubblica.it l’avvocato dell’indiano, Biagio Giudice: “Lui non voleva lasciare il Paese, ma voleva rimanere da regolare. Va ricordato che il mio cliente non è entrato in Italia in maniera illegale, ma con un permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Poi gli è scaduto e per questo è stato mandato via, non per il caso del presunto tentato rapimento”, ha precisato l’avvocato.

Indiano espulso, scontro tra Ministro e Procuratore

Si era registrato persino uno scontro verbale tra il Procuratore di Ragusa Carmelo Petralia – lo stesso che ha condotto le indagini del caso del piccolo Lorys, ucciso il 29 novembre 2014 a Santa Croce Camerina – e il Ministro Orlando che aveva chiesto una visita ispettiva per far luce sull’accaduto. Il pm – vittima di insulti e ferocissime critiche sul web – si era sempre difesa dicendo di aver applicato la legge: di fatto non c’era stato alcun rapimento.