Una giornata da dimenticare per una coppia di genitori di Casale Monferrato che rischiano di non rivedere più loro figlia. La Cassazione, infatti, ha dato il via libera all’adottabilità della piccola poiché i genitori sarebbero incapaci di “comprendere quali siano i bisogni emotivo-affettivi e pratici” della bimba, che ora ha sette anni, risultando il padre “totalmente dipendente” dai desideri della moglie che sarebbe “chiusa in un processo narcisistico”. 

“La bambina rimarrà coi genitori che l’hanno adottata da un paio di anni dopo vari affidi che la piccola ha subito. È un dolore per questi due genitori, quello che è certo è che, dopo aver letto le motivazioni, decideremo come proseguire questa battaglia e non ci arrenderemo ha dichiarato l’avvocato della coppia.

Una vicenda che era cominciata nel 2010 quando la piccola sarebbe stata abbandonata (i vicini di casa segnalarono la presenza della piccola da sola in macchina), reato per cui i genitori sono stati assolti. “Secondo i processi, loro andavano e venivano tra l’auto e l’appartamento, tenendola costantemente d’occhio. È stata sola per sette minuti, il tempo di scaldarle il latte” ha spiegato l’avvocato. Uno spiraglio di luce era arrivato nel 2016 quando la Cassazione aveva rimandato il caso alla Corte d’Appello di Torino. Ieri la decisione della Suprema Corte.

Lui ha 76 anni, lei 64: la piccola è nata dopo una fecondazione assistita. La Cassazione ha spiegato che l’adottabilità della bimba non è stata centrata esclusivamente sull’episodio del presunto abbandono in auto della piccola per qualche minuto né sull’età di padre e madre bensì su altri elementi raccolti.