Il bilancio della strage di pedoni si aggrava giorno dopo giorno. A rimetterci la vita sono spesso bambini innocenti. Quattro investiti negli ultimi cinque giorni con tre incidenti morti: domenica sera a Ponte Nuovo (Ravenna) Gionatan La Sorsa, tre anni, è stato ucciso da un’auto pirata sulle strisce pedonali (foto by InfoPhoto) sotto agli occhi dei genitori e del fratellino. L’uomo alla guida, un 37enne incensurato di origine bulgara, era fuggito ma è stato arrestato martedì.

Stesso giorno in cui a Jesolo le strisce non sono bastate per evitare la morte di un bambina di 8 anni, Anna Dalla Mora, investita da un albergatore della zona mentre attraversava con la madre. Mercoledì a sera a Rubiera (Reggio Emilia) il piccolo Salvatore Amato, 5 anni, è morto mentre andava a prendere l’acqua alla fontana (la madre è gravissima). Giovedì l’ultima tragedia a Minerbio (Bologna) che ha coinvolto un bimbo di due anni di origini marocchine, travolto da un SUV.

Fatti di cronaca che aumentano un bilancio già drammatico delle vittime della strada. Secondo l’Asaps (Associazione sostenitori polizia stradale) nel 2014 hanno perso la vita 47 persone investite. Nel 2013 gli 832 incidenti hanno provocato la morte di 52 bambini. Secondo l’Aifvs (Associazione italiana familiari e vittime della strada) la guerra va fermata ogni anno muoiono per incidenti 5 mila persone, 300 mila sono i feriti e oltre 20.000 i disabili gravi.

Il reato di omicidio stradale, il cui disegno di legge era pronto ma è andato in secondo piano per la crisi di governo Letta. Renzi ha garantito che si farà. Ora, dopo i fatti degli ultimi giorni, è tempo di dare un’accelerata alla discussione e alla nuova legge. Secondo il viceministro alle Infrastrutture e trasporti, Riccardo Nencini, ci sono due possibilità allo studio: “L’inserimento del reato di omicidio stradale e l’aggravante fattispecie, e l’ergastolo della patente: se uccidi qualcuno non guidi più”. Ma l’approvazione della legge presenta difficoltà giuridiche: “Una parte della dottrina che sostiene la difficoltà a cambiare la natura dell’omicidio colposo (configurato nell’art. 589 del codice penale) – sostiene Umberto Guidoni, segretario dell’Ania che punta a un incremento delle pene e ridurre al minimo le attenuanti a cui solitamente ricorrono gli incensurati -. E’ difficile dimostrare che chi si mette al volante lo fa con l’intenzione di uccidere una persona”.

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