È polemica per la trascrizione appena avvenuta al Registro dello Stato Civile del Comune di Roma, riguardante l’atto di nascita di un bambino di 4 anni figlio di due donne. L’Assessorato alle Pari Opportunità spiega che è stato fatto soltanto “nell’interesse del minore”.

La coppia tutta al femminile, formata da una cittadina romana e una donna argentina che ha avuto il bambino nel suo paese, aveva richiesto all’anagrafe capitolina la trascrizione del certificato di nascita che è stato concesso dopo “un’attenta valutazione”.

Nel prendere la decisione, gli uffici competenti hanno fatto riferimento ad un caso analogo che ha creato un precedente, affrontato proprio il mese scorso dalla Corte d’Appello di Torino. Al centro della vicenda piemontese c’era un bambino nato in Spagna da fecondazione eterologa e due madri che volevano assolutamente condividere la responsabilità genitoriale.

Una registrazione ufficiale sui registri dell’anagrafe salvaguarda del resto i diritti del bambino e si ripercuote anche a livello pratico. Entrambe le mamme potranno firmare le sue giustificazioni scolastiche, autorizzare una trasfusione di sangue in caso d’emergenza o rendere automaticamente erede il figlio.