Mohammad Musa, 9 mesi, non ha ancora detto la sua prima parola, ovviamente non cammina, ma è stato accusato da un tribunale pakistano di tentato omicidio.

Il bambino è stato costretto a comparire davanti al giudice con in bocca il biberon perché, assieme ad altri membri della sua famiglia, avrebbe attaccato con rocce e bastoni i funzionari della società del gas che si sono presentati a casa sua nel quartiere popolare di Lahore il primo febbraio.

I presenti al tribunale stupefatti dicevano: “Come può un bambino piccolo essere implicato in un caso del genere?”. 

Il nonno dell’accusato, il 50enne Mohammad Yasin ha dichiarato ai giornalisti presenti: “Che tipo di polizia abbiamo?”, sostenendo inoltre che la polizia aveva fabbricato le accuse per sfrattarli illegalmente dalla loro terra, ottenendo illecitamente un ordine di troncare la loro fornitura di gas . “I funzionari della società del gas e della polizia sono venuti senza alcun preavviso e hanno iniziato la rimozione dei contatori del gas dalle case. I residenti hanno iniziato a protestare e hanno bloccato la strada” ha concluso il nonno. (foto by InfoPhoto)

Il piccolo Mohammad Musa, in braccio al padre, ha iniziato a piangere davanti al giudice ed alla fine è stato rilasciato su cauzione.

L’accusa al bambino sarebbe inoltre in contrasto con l’età minima del Pakistan per la responsabilità penale, che è stata aumentata da sette a 12 anni di età nel 2013, tranne nei casi di terrorismo.

Il giudice, tuttavia, ha scelto di non archiviare il caso contro il bambino, sostenendo che non era di sua competenza.