Un bambino down è stato multato sul bus su cui viaggiava per aver sbagliato a fare biglietto. È successo sulla tratta Reggio Emilia-Albinea ad un ragazzino disabile reggiano solo perchè, probabilmente a causa di un’incomprensione con il bigliettaio, aveva comprato un tagliando per una corsa più breve.

Pare che il controllore non ne abbia voluto sapere tanto da consegnargli comunque la multa. La mamma del ragazzino, sconvolta da trattamento riservato al figlio per un errore compiuto involontariamente, ha così lanciato un lungo sfogo su Facebook puntando il dito contro le ingiustizie che i disabili sono costretti a subire nella vita quotidiana:

“Mio figlio è rientrato a casa balbettando, faticando a spiegarmi l’accaduto perché agitato, e chiedendomi di non fargli più prendere il tram. Nonostante gli entusiasmi per le vittorie olimpiche, i grandi proclami, le giornate mondiali e nazionali, le foto ed i video più o meno commoventi, è sempre molto avvilente constatare come la diversa abilità esca sconfitta dal confronto con la quotidianità“.

L’azienda dei trasporti Seta è, così, corsa subito ai ripari contattando la famiglia per scusarsi e per avvisarla che la multa sarà annullata. Intanto il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi ha affermato di voler incontrare il ragazzo in Comune per incoraggiarlo ad utilizzare di nuovo i mezzi pubblici e, in una nota scritta con l’assessore Mirko Tutino e Annalisa Rabitti di ‘Reggio Emilia città senza barriere’, ha condannato categoricamente lo spiacevole avvenimento:

Quanto è accaduto sul bus è gravissimo, che parla di mancanza di rispetto per la fragilità, di non consapevolezza, delle barriere culturali che sono ancora da abbattere rispetto alla diversità. Ogni azione, anche piccola, è significativa nella vita di una persona fragile. La dignità della persona viene prima di tutto e si convive in modo civile se si riconoscono e condividono certi valori. [...] Al di là della naturale archiviazione di una sanzione assurda, serve ora far sì che M. possa trovare il modo di riavere fiducia nella sua possibilità di viaggiare in autonomia su un mezzo di trasporto pubblico, dopo gli sforzi che sicuramente la famiglia ha fatto per rendere autonomo il ragazzo”.