La sanguinosa guerra civile in corso in Siria tra i ribelli e le truppe fedeli ad Assad sta colpendo centinaia di civili. Chi non è riuscito a fuggire da Aleppo, una delle città più martoriate dal conflitto, rischia ogni giorno la vita sotto i bombardamenti. Gli ospedali sono al collasso e spesso vengono bombardati a dispetto della segnalazione della loro posizione ai militari. L’ONU nei giorni scorsi ha invitato a una tregua umanitaria per consentire di soccorrere la popolazione. Mentre gli USA e la Russia, che sostiene Assad contro i ribelli, sono vicine a un accordo per allentare la pressione su Aleppo a ricordare i costi umani del conflitto all’opinione pubblica globale è la foto di un bambino siriano di 5 anni.

Il bambino è stato soccorso ad Aleppo dopo un bombardamento che ha distrutto la sua abitazione. I soccorritori lo hanno lasciato in un angolo mentre andavano a prestare cure ai feriti più gravi. Si sa poco della storia del bambino. Omran Daqneesh, questo il suo nome, è arrivato coperto di sangue e polvere in compagnia di alcuni uomini. La sua famiglia potrebbe essere rimasta sotto le macerie o potrebbe trattarsi di uno dei tanti bambini rimasti orfani nel corso del conflitto, che in 5 anni ha causato la morte di 250 mila persone e un flusso di milioni di profughi.

Il volto del bambino smarrito e confuso, privo della serenità dell’infanzia, riassume i 5 anni della guerra siriana, le atrocità, la sofferenza e il dolore di migliaia di civili costretti ad assistere impotenti alla distruzione delle loro case e delle loro famiglie. Lo scatto di Omran Daqneesh, un fotogramma di un video diffuso dall’Aleppo Media Center, è stato condiviso dalle organizzazioni umanitarie che operano ad Aleppo e dai giornalisti di tutto il mondo e in poco tempo è diventato virale sui social network.

Il bambino, che aveva riportato una ferita alla testa a causa dei crolli causati da un raid, è stato curato e rimandato a casa. Ma la sua vita è ancora appesa un filo, come testimonia l’ultima denuncia dell’ONU:

Ad Aleppo vengono condotti attacchi indiscriminati nelle aree residenziali, anche attraverso l’uso di bombe a botte, nei quali rimangono uccisi centinaia di civili, tra cui decine di bambini.

Attenzione: le immagini che seguono potrebbero urtare la vostra sensibilità