Le circostanze della morte di Osama bin Laden, una delle questioni su cui più ha dibattuto l’opinione pubblica americana negli ultimi anni (subito dopo l’11 settembre), vengono nuovamente messe in dubbio.

A sostenere che la versione fornita dal Presidente degli USA Barack Obama sia una menzogna è il famoso giornalista Seymour Hersh, premio Pulitzer nel 1970 per la sua inchiesta riguardante il massacro di My Lai durante la guerra del Vietnam.

Hersh, che nel 2004 si era occupato di operazioni segrete sporche (le cosiddette black ops) degli Stati Uniti in Afghanistan, questa volta ha affermato di aver tratto le proprie informazioni da una fonte interna all’intelligence USA.

Secondo tale individuo bin Laden sarebbe stato ucciso non in seguito al lavoro di investigazione americano, ma grazie a una soffiata dei servizi segreti pachistani. Il leader di al-Qaeda, infatti, sarebbe stato tenuto prigioniero nel compund di Abbottabad. Questa informazione sarebbe stata passata alla Casa Bianca da un ufficiale pachistano, in cambio di 25 milioni di dollari, il trasferimento per sé e la sua famiglia in America e un contratto di collaborazione con la CIA.

Il governo di Islamabad non avrebbe poi opposto alcuna resistenza al raid effettuato dai Navy Seals, che avrebbero così trovato la strada spianata, senza nessuno a difendere bin Laden. Il cadavere di questi, infine, non sarebbe stato scagliato in mare come da tempo affermato da Washington, ma sarebbe stato lanciato da un elicottero che sorvolava i monti dell’Hindu Kush.

Altro aspetto venuto fuori dalle rivelazioni di Hersh è quello dell’Arabia Saudita, che avrebbe aiutato il capo della maggiore organizzazione terroristica del momento.

In molti hanno messo in dubbio questa ricostruzione del giornalista, che già in passato è stato aspramente criticato per il suo eccessivo ricorso a fonti anonime difficilmente verificabili. In più si ci sarebbero le prove materiali dello scontro a fuoco avvenuto ad Abbottabad, comprensive del relitto di un elicottero, precipitato per un malfunzionamento. La stessa tesi di un informatore pachistano, infine, non sarebbe una novità, ma era già emersa ai tempi dell’annuncio dell’uccisione di bin Laden.