Matteo Renzi si avvia alla conclusione della battaglia per le primarie nel Partito democratico (che si terranno domenica 25 novembre) rispondendo alle bordate che i suoi avversari interni non gli risparmiano. Rosy Bindi lo ha definito “figlio del ventennio berlusconiano” su un videoforum di Repubblica Tv; lui, dai microfoni di Radio 105, ha replicato: “Penso che la sinistra sia Obama, non Rosy Bindi”.

L’onorevole Bindi parla dei ventenni degli altri, ma non disdegna di costruirne uno per sè, e per questo è pronta a cambiare le regole del suo stesso partito, sul limite delle tre legislature di presenza in Parlamento. Alla Camera ininterrottamente dal 1994, come Berlusconi, e dal 1989 al 1994 parlamentare europea, ha dichiarato di volere chiedere una deroga al partito. Ovviamente le regole valgono solo quando conviene.

Tornando a Renzi, partecipando ad una videochat di corriere.it il sindaco di Firenze ha ipotizzato lo scenario elettorale in caso di una sua vittoria alle primarie, citando alcuni sondaggi: “Il Pd avrebbe una capacità di appeal molto più forte. Non soltanto ci riteniamo in grado di governare, ma pensiamo di dover governare raccontando un’idea diversa d’Italia. Dare il Paese in mano ad una generazione nuova ha il suo carico d’inquietudine e d’incertezza, ma secondo me ci sono momenti nella storia in cui questo passaggio si può fare”.

photo credit: ScorciDemocratici Torino2010 via photopin cc

photo credit: Michele Ficara Manganelli via photopin cc