Forse bisognava aspettarselo, ennesima figuraccia dei politici italiani che non si sono presentati nell’Aula della Camera nel corso della prima giornata di discussione per la legge sul biotestamento, ovvero su un documento che ogni cittadino potrà stilare per dire no al nutrimento artificiale. Un provvedimento che si è reso necessario dopo il caso di Dj Fabo, andato in Svizzera per il “suicidio assistito”, essendo diventato malato terminale a causa di un terribile incidente che gli ha stravolto la vita.

Biotestamento, al via la discussione in Aula

Ieri la stragrande maggioranza dei deputati era assente: hanno ritenuto che non fosse necessario prendere parte ai lavori. E’ un quadro desolante quello di un’Aula vuota, nonostante sia chiamata a discutere, e poi a legiferare, su un tema così delicato e caro a tutti gli italiani. Assenti anche coloro che, in questi mesi, hanno espresso solidarietà a Dj Fabo, affinché morisse dignitosamente. Giachetti, ad esempio, ha chiesto ai cronisti di considerare “la qualità del confronto sul tema piuttosto che la quantità numeri degli interventi”: Giacchetti è vicepresidente della Camera e uno storico sostenitore del testamento biologico.

Biotestamento, tutti assenti in Aula

L’Aula vuota – con appena una ventina di presenze – è sinonimo di poco interesse da parte della politica a uno dei temi più caldi degli ultimi anni, da sempre sostenuto dai Radicali e dall’Associazione Luca Coscioni.