Sei parroci del Molise non hanno accolto bene, come si poteva intuire, le notizie sul ddl Biotestamento che ieri è stato approvato alla Camera dei deputati. E così, in attesa che le normative sulla fine vita in Italia approdino anche in Senato, i parroci molisani avrebbero pensato bene di manifestare il proprio dissenso suonando le campane a morto. Un modo inedito – non per loro evidentemente – per manifestare la propria disapprovazione contro un Biotestamento che sarebbe attentato alla vita, così come lo sarebbero eutanasia ma anche aborto.

I sacerdoti delle sei parrocchie molisane, oltre a suonare le campane a morto, hanno appeso anche il seguente cartello fuori dalle loro chiese: “Le campane suonano a morto perché la Vita è vittima della morte dall’aborto all’eutanasia delle Dat (dichiarazioni anticipate di trattamento, ndr). Con queste l’Italia ha scelto di far morire, non di far vivere. Prosit“.

L’intento, oltre a quello di manifestare il proprio dissenso, sarebbe stato quello di “richiamare l’attenzione delle loro comunità sul funesto evento legislativo, che creerà una grande mole di problemi e minerà alla base la certezza della indisponibilità della vita umana. Invitano anche tutti a una seria riflessione, a emendare sostanzialmente al Senato la norma, e bocciarla addirittura come inutile, potendo fare riferimento già alle normative sull’accanimento terapeutico e cure palliative“.

Probabilmente si tratta soltanto della prima manifestazione di dissenso in tale direzione perché il ddl sul Biotestamento (ne abbiamo parlato qui).è senz’altro destinato a far discutere parecchio, sia in bene sia in male.