Il significato generico dell’aggettivo bipolare può essere reso con ‘provvisto di due poli’  o, in senso figurato, ‘che ha due centri’, due punti caratteristici e ugualmente importanti (es. sistema politico basati sul bipolarismo).

In fisica, bipolare si dice di macchine o apparecchi elettronici che hanno una sola coppia di poli magnetici (es. induttore bipolare), o di elementi costituiti da due conduttori o relativi a due conduttori (es. spina b., cavo b., interruttore bipolare).

In biologia, con bipolare si indicano invece quelle cellule nervose provviste di due prolungamenti citoplasmatici, il dendrite e l’assone, che si originano dai poli opposti di un corpo cellulare fusiforme (neurone bipolare/ cellule bipolari); o ancora, batteri inclusi nel genere Pasteurella, con tendenza ad assumere più intensamente il colore ai poli.

In medicina, con ‘disturbo bipolare’ si definisce poi il quadro patologico caratterizzato dal repentino alternarsi di stati depressivi ad altri di eccitamento ed euforia (fase ipomaniacale e maniacale). In passato conosciuto come psicosi maniaco-depressiva, il disturbo bipolare è molto eterogeneo e si può manifestare con sintomi e intensità molto diverse da persona a persona. Secondo le statistiche ne soffre 1 persona su 100, con la stessa probabilità per uomini e donne.

Per quanto riguarda infine la politica, bipolare si dice di un sistema o assetto politico i cui elementi costitutivi si aggregano in blocchi contrapposti intorno a due elementi guida (sistema politico basato sul bipolarismo). Esempio tipico di ‘sistema bipolare’ è quello prodotto, dopo la fine della seconda guerra mondiale, dalla cosiddetta Guerra fredda, con la contrapposizione tra gli stati appartenenti al blocco sovietico e quelli del blocco atlantico. Per quanto riguarda l’Italia, anche se fino alla metà degli anni ’70 era molto forte l’influenza dei due maggiori partiti, la DC ed il PCI, un sistema bipolare non si è mai pienamente realizzato.