Il corteo di Roma del 19 ottobre ha portato con sè momenti di scontri e grande tensione (foto by InfoPhoto): tra gli assalti degli incappucciati, infiltrati nel gruppo di antagonisti e  No Tav, Cobas e vari centri sociali, il più pesante è stato quello al Ministero dell’Economia, con un fitto lancio di bottiglie e bombe carte. Presi di mira anche gli uffici dell’ambasciata tedesca e la sede di Trenitalia. La situazione è apparsa critica in via XX Settembre con 200 incappucciati che hanno scagliato tre bombe carta, sassi e bottiglie contro i mezzi delle forze dell’ordine.

Una bomba carta contenente un proiettile calibro 12 (più potente di una bomba a mano) è stata disinnescata dopo essere stata lanciata contro le forze dell’ordine in piazza della Croce Rossa. Nei pressi di Porta Pia alcuni “cani sciolti” hanno cercato di ostacolare le cariche della polizia posizionando cassonetti a centro strada e poi dandogli fuoco. Nella stessa zona le forze dell’ordine, che hanno rimosso 200 cassonetti e 140 cestoni porta-rifiuti in ghisa, hanno anche sequestrato sampietrini, estintori e mazze nascosti in un vicino sottopassaggio.

I quattromila agenti schierati hanno evitato pesanti cariche tenendo tutto sommato la situazione sotto controllo. La macchina della sicurezza ha retto e i tentativi di innescare una guerriglia urbana sono stati neutralizzati grazie anche al contributo del servizio d’ordine del corteo. Il bilancio, ancora provvisorio, parla di quindici fermati (quattordici italiani e un albanese), tutti tra i 16 e i 25 anni. Venti gli agenti rimasti feriti mentre un ispettore di polizia è stato colto da infarto.

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