Sono arrivati alle sei e mezza del mattino. Una sessantina tra carabinieri e poliziotti hanno bloccato la strada davanti al centro d’accoglienza Baobab di via Cupa, in zona Tiburtina. Tra le forze dell’ordine c’era anche qualcuno in tenuta antisommossa e con le unità cinofile ed hanno compiuto un “censimento” separando chi aveva i documenti in regola da chi non li aveva – e questi ultimi (qualcuno parla di 24 migranti altri di una quarantina) sono finiti all’ufficio immigrazione in via Patini.

I controlli sono avvenuti senza grandi tensioni tranne, come racconta un volontario, il caso di “un ragazzo di 17 anni della Guinea che non parla né francese né inglese, tremava, era spaurito ma un nostro volontario lo ha accompagnato insieme alla Digos all’ufficio immigrazione per dargli un po’ di supporto“. In questo centro sono confluiti buona parte dei migranti che erano accampati la scorsa estate in Largo Mazzoni – accanto alla stazione dell’Alta Velocità – e che erano stati poi sgomberati dalle forze dell’ordine.

I volontari della struttura hanno chiesto e continuano “a chiedere all’amministrazione comunale e al ministero dell’Interno una soluzione al problema dei migranti a Roma: dallo sgombero di ponte Mammolo a oggi, di fatto, non è stata proposta alcuna soluzione alternativa, l’unica altra struttura è quella gestita dalla Croce rossa in via del Frantoio per soli 55 posti letto. Abbiamo fato presente al dipartimento delle politiche sociali il rischio che il flusso continui anche in inverno, che addirittura con la chiusura delle frontiere sulla rotta balcanica possano determinarsi arrivi anche dall’Adriatico, ma in ogni caso è facile prevedere che con la prossima primavera e la prossima estate si ripeterà quanto già accaduto quest’anno. Ma fino ad oggi siamo rimasti senza risposte“.

Il centro d’accoglienza Baobab è conosciuto perché qui nel 2010 vennero immortalati a cena l’ex sindaco Gianni Alemanno e l’attuale ministro Giuliano Poletti, il boss della cooperativa 29 giugno Salvatore Buzzi, l’ex assessore Daniele Ozzimo, l’ex presidente di Ama Franco Panzironi e l’onorevole Pd Umberto Marroni.