Nuovo importante blitz contro il clan dei Casalesi. Nell’ambito di un’inchiesta sul rapporto tra mondo politico e camorra realizzata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, sono stati effettuati 13 provvedimenti cautelari. Tra di essi, è stata inviata una richiesta di arresto per un deputato di Forza Italia, Carlo Sarro.

La nuova indagine sulla relazione tra la Camorra, il clan dei Casalesi in particolare, e i politici rischia di sollevare un altro polverone mediatico. Con l’accusa di corruzione, associazione di tipo mafioso, turbata libertà degli incanti e finanziamento illecito a partiti politici e intestazione fittizia di beni sono scattati 13 provvedimenti cautelari.

Tra gli arrestati ci sono l’ex sindaco di Caserta Pio Del Gaudio e l’ex consigliere regionale Angelo Polverino, tutti e due eletti tra le fila de Il Popolo della Libertà, oltre all’ex parlamentare dell’Udeur Tommaso Barbato, che alle ultime Regionali si era presentato con la lista Campania Libera a sostegno di Vincenzo De Luca, poi eletto Governatore della Regione Campania.

Il nome che farà discutere di più è però quello di un deputato, Carlo Sarro, che fa parte dei parlamentari di Forza Italia e che tra l’altro è vicepresidente della commissione Giustizia e membro della commissione parlamentare di inchiesta sulle mafie. Per lui è scattata la richiesta di autorizzazione all’arresto da parte della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, capitanata dai pm Sirignano, Maresca e Giordano.

Una serie di provvedimenti che sono scattati in seguito alle indagini condotte dai carabinieri del Ros riguardo a presunti favoreggiatori del clan dei Casalesi all’interno del mondo della politica. Una vicenda di corruzione per cui è stato inoltre effettuato un sequestro preventivo di conti correnti per un valore totale intorno agli 11 milioni di euro. Tra i capi di accusa, ci sarebbe anche un sistema di corruzione diffuso tra gli Enti che gestiscono i servizi idrici in Campania, che avrebbero portato circa 150 milioni di euro nelle casse dei Casalesi, e in particolare del boss Michele Zagaria, nel periodo tra il 2006 e il 2010.