Le pressioni della politica per interventi sulle tasse e le scarse risorse di bilancio. Due motivi che portano il Governo ad avere un atteggiamento pessimista sul blocco dell’aumento Iva. Servirebbero almeno 6 miliardi di euro; il summit tra Letta, Tesoro e Ragioneria sembra non aver dato un quadro positivo della vicenda.

L’Iva dovrebbe aumentare dall’attuale 21% al 22% dall’1 luglio. Dunque, a conti fatti, di tempo ce n’è veramente poco. Il Governo non ha ancora trovato una soluzione e il rischio che l’aumento scatti è ormai quasi una sicurezza. Non è tecnicamente possibile eliminare la decisione del precedente esecutivo, che costerebbe alle casse circa due miliardi di euro ai quali da aggiungerne altri quattro a partire dal prossimo. Ma per la copertura finanziaria di un intervento del genere il governo non sa come fare.

Anche perché ci sono altre cose da fare: l’eliminazione dell’Imu, tanta sventolata dal Pdl, costerà quattro miliardi. E poi c’è la richiesta di taglio del cuneo fiscale sul lavoro, sgravi sulle assunzioni dei giovani e così via. Il vertice a palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio, Enrico Letta (foto by InfoPhoto), il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, e il nuovo Ragioniere generale dello Stato, Daniele Franco, non ha dato i frutti sperati.