Cosa verrà deciso nel consiglio dei ministri di lunedì prossimo? Fino a stamattina si poteva dire che lo scenario più probabile sarebbe stato quello del rinvio a giugno delle scelte sui rimborsi relativo al blocco pensioni Inps – dopo il voto del 31 maggio. Lunedì ci dovrebbe essere solo una sorta di decreto ponte con il quale si stabiliranno i principi generali con cui verrà data applicazione alla sentenza della Consulta. Tra i principali supporter di questo approccio c’è il sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti – che è anche il leader di Scelta Civica. Secondo lui “il compromesso ideale, non per motivi elettorali ma per una reale equità, è varare al Consiglio dei ministri di lunedì solo delle norme procedurali sulle pensioni senza cifre ma con i criteri generali della gradualità, rinviando di qualche settimana la soluzione definitiva con soglie e coperture”.

Si poteva parlare solo di scenario più probabile, perché il ministero dell’Economia – compreso Pier Carlo Padoan, visto che a Tiblisi ha ribadito il concetto che nel prossimo Consiglio dei ministri di lunedì 18 maggio il governo discuterà delle misure sulle pensioni -, e anche l’Unione Europea avrebbero preferito un decreto con tutte le cifre. Secondo il ministero dell’Economia, le misure previste dal decreto avrebbero un impatto sui conti del 2015 pari a circa due miliardi di euro – a cui bisogna aggiungere 600 milioni per ogni anno, una volta sanata la situazione per il passato – e tra le ipotesi in ballo c’è quella che il rimborso per il passato riguardi solo un anno e non due.

Poi è arrivato l’intervento del premier Matteo Renzi a Radio Anch’io che ha spazzato ogni dubbio, visto che “il blocco“, “fatto in quel modo lì“, “non andavabene… C’è un modello da ripensare, lo faremo, nel corso delle prossime settimane, dei prossimi mesi“. Per ora le uniche cose che sapremo sono le seguenti: “restituiremo una parte di questi soldi“, e “non metteremo le mani in tasca agli italiani” (?). Intanto le opposizioni si fanno sentire. Per Renato Brunetta di Forza Italia, la maggioranza sta preparando un grande imbroglio “C’è una lite tra Renzi e Padoan sulle pensioni. Renzi vuole posticipare il decreto per ragioni di opportunismo elettorale; Padoan, per i suoi impegni in sede europea, vuole farlo subito anche se a costi ridotti, ridottissimi. Evidentemente per accontentare l’Europa ma per scontentare 5-6 milioni di pensionati e, Renzi dice, elettori“. Intanto quelli di Fratelli d’Italia intendono lanciare una class action contro l’Inps, mentre i sindacati chiedono un incontro con il Governo prima del consiglio dei ministri di lunedì – è difficile che trovino ascolto nel governo.