In questi giorni si sta votando in Parlamento il decreto della Buona Scuola. Contro questa “riforma” i sindacati hanno minacciato il blocco degli scrutini. Una mossa che l’autorità di garanzia degli scioperi considera illegale – l’affermazione comunque non sembra aver fermato i Cobas, che hanno annunciato forme di lotta in occasione degli scrutini.

Su questo tema è ritornato oggi il premier Matteo Renzi in giornata, ospite su Rtl 102.5. Per il primo ministro “è un errore clamoroso. Penso che questa forma di protesta faccia male agli studenti e alle famiglie. È una forma di sciopero e sullo sciopero ci sono delle regole, non faremo nulla di diverso che applicare le regole“.

Sul tema ha detto anche altre cose. “Di cosa si stanno lamentando? Del fatto che mettiamo 3 miliardi di euro sulla scuola? Del fatto che assumiamo 100.000 persone? Quando c’è stata la Fornero non hanno fatto scioperi, lo fanno contro la scuola che assume“. E ancora: “Io rispetto i sindacati. Facciano quello che credono, peraltro anche sul jobs act ci sono opinioni diverse, una parte è entusiasta. Ma il punto è: possiamo dire che l’Italia è di tutti e non solo dei sindacati? Io vado avanti, se mi vogliono fermare facciano“.

Sul tema blocco scrutini c’è anche da dire che in mattinata, l’Autorità di garanzia per gli scioperi ha diffuso un comunicato in cui ha annunciato la proclamazione ufficiale di due giorni di sciopero, promossi da Unicobas, Cobas e Usb, da effettuarsi a giugno ma successivamente alla chiusura delle scuole. Questi sindacati avrebbero esplicitamente escluso ogni forma di blocco degli scrutini per i cicli terminali, ovvero per l’ultimo anno della scuola media, il quinto anno delle superiori – più il terzo per le scuole professionali. Resta da capire cosa faranno per le altre classi. E in ogni caso il Garante sta valutando il quadro complessivo degli scioperi “allo scopo di evitare che l’attuazione delle astensioni, possa produrre, in concreto, una violazione della normativa”.