Scene già viste, guerriglia urbana nel centro di Roma col pretesto di una manifestazione. Un’altra giornata molto lunga per la capitale, a causa degli scontri tra i Blu Bloc, una nuova versione dei Black Bloc, e le forze dell’ordine. Volti nascosti da maschere, caschi o cappucci; armati di bastoni, catene, picconi e petardi: alcuni di loro sono stati fermati dalla polizia prima che il preannunciato corteo cominciasse nel pomeriggio del 12 aprile. Alcuni dei violenti indossavano perfino delle maschere antigas. Tutto organizzato, nulla lasciato al caso. I giubbotti blu sono stati gettati per terra nel momento della fuga, per confondersi meglio tra la folla dei manifestanti normali (foto by InfoPhoto).

Fotografi colpiti a bottigliate, poliziotti e palazzi ministeriali bersagliati da uova e arance. Un bilancio di una ventina di feriti. Ad uno di loro, un peruviano di 47 anni, è scoppiato un petardo in mano. Cinque persone fermate, due denunciate.

C’erano tutti: collettivi studenteschi, centri sociali, no Tav, movimenti per la casa e antagonisti vari. Questa volta la violenza è stata tale da aver indotto ad una protesta perfino il sindaco Ignazio Marino, che mai prima d’ora si era spinto a tanto: “Il diritto a manifestare, soprattutto per un tema tanto importante e drammaticamente attuale come quello dell’emergenza abitativa, non può trasformarsi negli atti di violenza a cui abbiamo assistito oggi nel centro di Roma. Una violenza che non è solamente fisica, ma colpisce con forza l’intera città“.