Difficile capire l’entità del cosiddetto fenomeno Blue Whale, il “gioco” nato in Russia che istigherebbe al suicidio: i casi segnalati nelle ultime settimane, ovvero da quando il termine è entrato nell’uso comune a causa dell’arresto del presunto ideatore, lasciano intendere l’inizio di un fenomeno di emulazione o di una semplice psicosi, che però andrebbe a incontrare il dato effettivo e da non sottovalutare della depressione e del disagio giovanile.

È dunque con una certa cautela che va affrontato l’ultimo caso avvenuto a Ravenna, dove una ragazza aveva pubblicato su Facebook la foto di alcuni tagli sul suo braccio. In poche ore, dopo la segnalazione degli insegnanti, la polizia postale si è presentata a casa della giovane per confermare lo stato di salute della stessa.

A quanto pare sembra che i genitori non sapessero nulla di quanto stava accadendo, ma d’altro canto non sono chiare né le condizioni psicologiche della ragazzina, né l’esistenza di un intento suicida né un legame vero e proprio con suddetto Blue Whale.

L’analisi del cellulare della ragazza potrebbe confermare alcune ipotesi e smentirne altre, in quanto la protagonista, interrogata, non ha voluto fornire spiegazioni su come e perché si sia procurata le lesioni. Al momento la giovane è seguita da psicologi e assistenti sociali, mentre la Procura locale ha lanciato un monito ai genitori affinché sorveglino i propri figli.