I nomi che circolavano alla vigilia erano quelli del solito Haruki Murakami, di Wa Thiong’o e di altri ancora, ma del tutto a sorpresa il Nobel per la letteratura è andato a un outsider di lusso, ovvero Bob Dylan.

Il celebre cantautore è stato infatti insignito del premio attribuito dall’Accademia di Svezia “per aver creato nuove espressioni poetiche nella tradizione musicale americana”, come si legge nella motivazione ufficiale.

75 anni, il menestrello del rock ha ricevuto il riconoscimento proprio nel giorno della morte di un suo illustre predecessore, Dario Fo, un altro Nobel che a tutti gli effetti non era uno scrittore professionista.

È da circa 20 anni che il nome di Bob Dylan ha iniziato a circolare quale possibile candidato, ma le sue chance di vittoria non erano mai apparse avere fondamenta stabili.

Robert Allen Zimmerman, questo il vero nome del cantautore, è uno dei personaggi più importanti e ovviamente controversi della musica popolare, come testimoniano le sue tante trasformazioni, tra cui la celeberrima svolta elettrica degli anni ’60 che gli valse l’odio dei fan della folk music.

Ma si potrebbero citare anche la conversione religiosa al cristianesimo, nonché l’ultima fase più pop, con tanto di spot pubblicitari per Victoria’s Secret: insomma l’intuizione di fare impersonare Dylan a tanti attori diversi in I am not here – Io non sono qui, il film che Todd Haynes gli aveva dedicato nel 2007, non potrebbe essere stata più felice.

Era dal 1993 che un americano non vinceva il Nobel per la letteratura, ma nel 2008 Dylan aveva già incassato il Pulitzer nel 2008 grazie “al potere poetico delle sue canzoni”, primo tra i musicisti rock a vedersi attribuito un premio destinato agli scrittori.

Bruce Springsteen aveva già detto tutto in merito all’importanza dell’autore di The Times They Are A-Changin’ durante la cerimonia di inclusione nella Rock and Hall of Fame, sottolineando la forza della sua vena lirica: “Bob ha liberato le nostre menti nello stesso modo in cui Elvis ha liberato il nostro corpo. Ci ha dimostrato che il fatto che questa musica abbia una natura essenzialmente fisica non significa che sia contro l’intelletto”.