Tito Boeri, presidente dell’Inps, annuncia le linee guida da seguire nei prossimi anni per evitare che l’istituto nazionale della previdenza sociale abbia un tracollo definitivo.

Secondo Boeri contributi, previdenza e assistenza devono andare tutti nella stessa direzione nei prossimi anni se si vuole evitare la catastrofe. E una delle soluzioni sarebbero proprio gli immigrati: non impiegarli nel mondo del lavoro vorrebbe dire una perdita economica pari a 38 miliardi per i prossimi 22 anni.

Stesso discorso per le donne: il loro impiego nel mondo del lavoro ha un peso enorme, e senza lo stato perderebbe cifre ancora più elevate spiega Boeri. Altre azioni che chiede Boeri sono una maggior equità e portare avanti riforme ancora ferme al palo: il ricongiungimento gratuito dei contributi, il reddito minimo d’inclusione, il salario minimo.

Ne ha per tutti, Boeri, che critica i sindacati per non aver voluto il salario minimo al fine di non perdere il loro ruolo contrattuale. Centrale anche il ruolo della formazione per il presidente dell’Inps: la mancanza di formazione a lungo andare ha dei costi, costi che – secondo Boeri – l’Italia sta pagando a caro prezzo. L’Inps, nel 2016 – spiega Boeri – è costata 3.660 milioni contro i 4,531 del 2012, all’indomani dell’incorporazione di Inpdap ed Enpals

Non solo pensioni: Boeri tiene a precisare che meno della metà delle prestazioni Inps sono pensioni. L’Inps eroga 440 prestazioni, e di queste infatti solo 150 sono di natura pensionistica.