Orrore senza fine in Nigeria. Nella città di Maiduguri, roccaforte dei fondamentalisti di Boko Haram, una bambina-kamikaze è stata fatta esplodere attorno alle 13 nei pressi del mercato, provocando la morte di 19 persone e il ferimento di altre 18, secondo i dati parziali raccolti dalla Croce Rossa. Come racconta il capo dei vigilantes locali, Ashiru Mustapha, la bimba, di 10 anni circa, era stata bloccata dalle stesse guardie prima dell’ingresso al mercato, insospettite da quanto rilevato dai metal detector; ma non c’è stato tempo per loro di intervenire, perché in quel momento l’ordigno è stato fatto esplodere.

Con ogni probabilità, non è stata la bambina ad azionare la bomba, ma un radiocomando a distanza. Lo scorso novembre, lo stesso mercato di Maiduguri fu il teatro di un altro attacco terroristico e anche in quel caso i kamikaze erano tre ragazze; una di esse, salvatasi per puro caso (non era riuscita a far detonare la cintura esplosiva che portava sotto il niqab), dichiarò che non si era arruolata volontariamente, ma vi era stata costretta dai genitori.

Solo tre giorni fa, i terroristi islamisti di Boko Haram avevano lanciato un attacco senza precedenti, “il peggior attacco della storia di Boko Haram” secondo Amnesty International, nel nordest della Nigeria, nei pressi del lago Ciad, devastando e bruciando la città di Baqa e altri sedici villaggi, mettendo in fuga le truppe governative e lasciandosi alle spalle almeno duemila vittime sui circa 10mila abitanti della zona. In cinque anni di guerriglia, con il fine ultimo della creazione di uno stato islamico in Nigeria, Boko Haram ha provocato migliaia e migliaia di morti e circa un milione e mezzo di profughi.