Succede tutto in una settimana: dall’elezione di Papa Francesco a quella dei nuovi Presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso.

Nasce in me una grande speranza per il nostro Bel Paese, una serie di emozioni positive che mi fanno ancora credere che possa risplendere il sole.

Il primo discorso di Papa Francesco mi è entrato nel cuore: semplice, umile, estremamente umano, proprio come dovrebbe essere un uomo di Chiesa. Quella Chiesa che ne ha subite troppe grazie al potere, agli scandali, a quell’essere troppo uomini. Ero all’estero domenica durante il suo primo Angelus, ma grazie ai commenti su Twitter capivo che non mi sbagliavo: la sua umiltà ha conquistato molti.

Altra protagonista è la politica con due nomi che non mi sono indifferenti: Laura Boldrini e Pietro Grasso.

La prima la conoscevo perché io e lei abbiamo una mission comune: dare alle donne la giusta immagine nei media. Da anni infatti, la deputata di Sel ex portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, si batte affinché l’immagine della donna sia tutelata e rispettata. “Negli ultimi anni ho vissuto un senso di disagio verso quello che accadeva in Italia“, ha raccontato. “Viaggiavo per il mondo e il nostro Paese era tristemente famoso per l’uso dissennato delle risorse. E il presidente del Consiglio era più noto per le sue vicende personali che non per il suo governo. Un Paese in cui l’immagine della donna era umiliante.” Non da meno, durante il suo primo discorso ha parlato delle donne che «subiscono l’umiliazione della violenza travestita da amore».

Pietro Grasso invece è colui che da anni combatte la mafia, l’amico di Giovanni Falcone, colui che poteva morire con lui quel giorno se non fosse che, Falcone e moglie, per un imprevisto, quel volo che dovevano fare assieme non lo presero.  ”Vai avanti ragazzo, a testa alta e schiena dritta. E segui sempre la voce della tua coscienza” disse Antonino Caponnetto a Grasso prima di entrare al maxiprocesso quando quest’ultimo in preda ad un secondo di panico si chiede: “Ma chi me lo fa fare?”. E proprio con la frase di Caponnetto chiude il suo primo discorso al Senato colui che ora ne è Presidente. Inizia la sua carriera in magistratura nel 1969,è stato giudice nel famoso maxiprocesso a Cosa Nostra, del quale è stato anche firmatario della sentenza che ha comminato 19 ergastoli. Ha ricoperto la carica di procuratore aggiunto alla Direzione nazionale antimafia nelle Procure di Palermo e Firenze.

Tre nomi: Boldrini, Grasso e Papa Francesco che mi rendono orgogliosa di essere italiana, ma soprattutto mi fanno sperare in un’Italia migliore.