Domani, 18 dicembre, il Teatro alla Scala inaugurerà la stagione di danza 2015 con lo Schiaccianoci interpretato da Roberto Bolle, che vorrebbe questo balletto come una sorta di tradizione natalizia. “Sono contento che lo Schiaccianoci sia tornato alla Scala – ha dichiarato l’étoile – E’ un titolo molto amato dal pubblico, da noi che lo interpretiamo ed è uno spettacolo natalizio da riproporre se non tutti gli anni, quasi“.

Apre dunque nel segno di Cajkovskij, a 175 anni dalla sua nascita, la stagione 2015 di balletto al Teatro alla Scala che darà il via al nuovo cartellone con lo Schiaccianoci ‘rivisto’ dalla coreografia di Nacho Duato, per la prima volta al teatro scaligero. Il ‘suo’ Schiaccianoci, creato nel 2013 per il Teatro Mikhailovskij, illuminerà così le feste dei milanesi per dieci recite dal 18 dicembre al 18 gennaio 2015, compresa la sera del 31 dicembre. Per il Piermarini si tratta di una nuova produzione, la prima di una lunga serie: il sovrintendente Alexander Pereira ha infatti dichiarato di voler cambiare rotta e presentarne ogni anno “tre o quattro”, insieme ad altrettanti titoli di repertorio. “Ci tengo ad avere delle nuove produzioni perché è così che un teatro si rinnova“, dice Pereira.

Protagonisti nelle recite di apertura del 18 e 19 dicembre e in replica il 4 gennaio l’ospite Maria Eichwald e l’étoile Roberto Bolle . Nelle altre rappresentazioni in programma fra dicembre e gennaio, i primi ballerini, i solisti e i giovani emergenti del Teatro alla Scala interpreteranno i ruoli di Clara e del Principe/Schiaccianoci: Nicoletta Manni e Claudio Coviello (nella pomeridiana del 19 dicembre e nelle sere del 28 dicembre e 16 gennaio); Vittoria Valerio e Angelo Greco  (il 30 dicembre e il 10 gennaio), Virna Toppi e Antonino Sutera (la sera del 31 dicembre e del 18 gennaio).

Tipico balletto natalizio, lo Schiaccianoci mancava dalle scene scaligere dal dicembre 2006. Torna così quest’anno con una veste tutta nuova, grazie alla coreografia di Duato che ha scelto di ambientare la sua storia all’inizio del secolo scorso, ispirato dall’eleganza di quel tempo: niente parrucche o crinoline ottocentesche dunque, ma abiti lunghi di seta che consentono maggior libertà e inventiva nella coreografia.

L’opera debuttò al Teatro Marinskij di Pietroburgo il 6 dicembre del 1892, ma il balletto arriva in Italia solo alla fine degli anni ’30, divenendo vera e propria icona del Natale nel 1954, quando le coreografie di George Balanchine conquistano gli Stati Uniti, entrando a far parte dell’immaginario collettivo internazionale.

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