Fino a dove si può spingere la campagna elettorale di un candidato? Se lo sta chiedendo in queste ore Bologna, città in cui ha suscitato molto clamore un post pubblicato da Mario Turrini, che concorre alle elezioni in una lista vicina alla Lega Nord (la candidata è Lucia Borgonzoni, che ha ricevuto l’investitura direttamente da Matteo Salvini).

Motivo del contendere è un manifesto decisamente osé. Nella fotografia apparsa su social network si usa uno dei più classici artifici retorici del marketing: catturare l’attenzione del lettore con una proposta esplosiva che esula dal tema specifico, per poi scusarsi e illustrare il proprio pensiero.

In questo caso il motivo del contendere è il sedere di una donna fotografata di spalle e che indossa solo una maglietta che le arriva alla vita. Un nudo più o meno artistico la cui presenza viene giustificata così: “La foto è servita per attirare la tua attenzione, altrimenti non l’avresti mai letto”. Il messaggio principale è assolutamente chiaro: votare per Turrini alle amministrative che si terranno il 5 giugno.

E, come promessa elettorale, in uno dei commenti il candidato non si frena e afferma: “Se vinco faccio la foto girata”.

Accortosi del trambusto provocato da un manifesto elettorale un po’ fuori posto, e dopo essere stato redarguito dalla candidata Emily M Clancy, che ha riscontrato l’incongruità dell’immagine rispetto al messaggio politico, Turrini ha fatto pubblica ammenda.

In un post successivo ha ammesso di aver semplicemente adattato una foto trovata sul web e ha poi chiesto scusa: “Alla signorina o signora Emilia m.clancy chiedo scusa non volevo ofendere (sic) nessuno ma proprio nessuno ho solo copiata (sic) da questa foto che sembrava spiritosa. Spero che questa polemica valga anche per loro ho (sic) vale solo per me essendo candidato di centro destra saluti e io rinnovo le mie scuse a tutti.”