Tafferugli questa mattina nel centro di Bologna, dove alle prime luci dell’alba è stato messo in atto lo sgombero della ex caserma Masini, sita in via Orfeo, che dalla fine del 2012 è occupata in modo abusivo dal collettivo Làbas.

Varie le cariche effettuate dalla Polizia, con gli agenti in assetto antisommossa e blindati al seguito a circondare l’edificio e sbarrare le strada; dall’altra parte gli attivisti si sono opposti strenuamente all’operazione, facendosi trovare seduti davanti al cancello della struttura.

Ai colpi di manganelli i membri del collettivo hanno risposto con lanci di fumogeni e petardi, almeno fino a che, dopo alcuni minuti di scontro, gli agenti non sono riusciti a penetrare nella ex caserma. Tuttavia i tafferugli si sono poi spostati nella piazza del Baraccano, in prossimità dell’edificio, dove si erano raccolti gli attivisti sgomberati.

Necessario anche l’intervento dei vigili del fuoco, i quali hanno dovuto sedare alcuni piccoli roghi appiccati dagli attivisti, che avevano dato fuoco ad alcun e balle di paglia.

Nel corso degli anni l’operato del centro sociale aveva riscosso il gradimento dei residenti del quartiere, e in generale della galassia associazionista.

La notizia dello sgombero nell’ambiente non è stata accolta con favore, come dimostrano le parole di Stefano Brugnara, presidente di Arci Bologna: “Non dovevano sgomberare Làbas. È un gravissimo errore, un nuovo strappo al tessuto sociale e culturale della città di cui Làbas era un punto di riferimento, una vera e propria eccellenza. È una ferita che si apre e brucerà per molto tempo. Làbas era un bene prezioso che andava tutelato, non represso con la violenza”.

In queste ora a Bolgona è in corso anche un altro sgombero, quello del centro sociale noto come laboratorio Crash, di via della Cooperazione: in questo caso però al momento dell’operazione non vi erano persone all’interno e alla struttura sono stati apposti i sigilli.