La pista del terrorismo, almeno a livello giudiziario, sembra essere esclusa dalle autorità nel caso delle bombe negli Usa. Catturato nella giornata di ieri, il presunto responsabile degli attentati avvenuti a New York e nel New Jersey Ahmed Khan Rahami è stato infatti accusato di uso di armi di distruzione di massa, attacco con esplosivo in un luogo pubblico e distruzione di proprietà per mezzo di fuoco o esplosivo, nonché di tentato omicidio e porto d’armi illegale in merito alla sparatoria precedente alla cattura.

Sulle sue responsabilità non sembrano esserci dubbi: Rahami ha lasciato 12 impronte digitali su una delle bombe che ha costruito, e ha comprato i materiali per l’operazione tramite eBay, usando il proprio nome. La polizia ha rilevato che gli attacchi sarebbero stati preparati per svariati mesi, con tanto di sopralluoghi, con il primo acquisto avvenuto a giugno.

L’esclusione dell’accusa di terrorismo al momento indicano che gli investigatori non sono riusciti a collegare il giovane afgano a nessun gruppo conosciuto, nonostante nel suo diario personale sono stati trovati molti riferimenti alla jihad, al martirio e a molte figure collegate con il terrorismo internazionale.

Due anni fa, però, il padre di Rahami lo aveva denunciato affermando che il figlio era un terrorista. L’accusa, che era stata avanzata in seguito a una lite col fratello, che si era conclusa con l’accoltellamento di questi, venne poi ritratta in seguito all’indagine aperta dall’FBI, che sul caso condusse alcuni accertamenti.

Ai tempi sembrava infatti che il padre avesse segnalato il figlio alle autorità in uno scatto d’ira e dunque non vennero approfonditi i possibili legami di Rahami con ambienti terroristici, nonostante i numerosi viaggi compiuti in Pakistan e Afghanistan.

Secondo la prima moglie dell’afgano, conosciuta solo con il nome di Maria, Ahmed Khan parlava spesso di quanto odiasse gli Stati Uniti, affermando che nel suo Paese d’origine non esistevano omosessuali. Stando alla testimonianza della donna, che non vede l’accusato da circa due anni, tutto sarebbe precipitato dopo un viaggio in Afghanistan, a seguito del quale gli sarebbe stato fatto “il lavaggio del cervello”, e dal quale era tornato con un’altra moglie e un nuovo figlio.

La polizia ha anche accertato che Rahami aveva lavorato come guardia non armata per alcune compagnie di sicurezza. Proprio il suo capo della sicurezza dei tempi in cui lavorava per la Ap del New Jersey ha affermato che questi esprimeva spesso simpatia per i talebani mostrando aperto disprezzo per gli Stati Uniti.

Rahami potrebbe comparire già oggi davanti al giudice, sempre che le sue ferite lo permettano. Altrimenti la prima udienza lo vedrà partecipare in collegamento video o telefonico.