Svolta nel caso delle bombe a New York e nel New Jersey: la polizia ha infatti catturato nella mattinata di lunedì Ahmad Khan Rahami, 28enne afgano, con cittadinanza americana, ritenuto il responsabile dei due attentati.

Il ragazzo è stato fermato dopo una sparatoria avvenuta a Linden, a seguito della quale c’è stata una grande caccia all’uomo che si è conclusa quando Rahami è stato rinvenuto mentre dormiva per strada, ferito da un colpo di pistola.

L’operazione è stata senza precedenti, dato che quattro ore prima la polizia aveva inviato un messaggio a milioni di persone residenti nell’area chiedendo loro di tenere gli occhi aperti nel caso in cui avessero intravisto il terrorista, descritto come armato e pericoloso.

Secondo alcuni agenti è possibile che Rahami abbia costruito tutti gli ordigni esplosi e inesplosi negli ultimi giorni, e la qualità delle bombe renderebbe probabile l’ipotesi che l’uomo sia stato addestrato da qualcuno esperto nella costruzione di ordigni esplosivi improvvisati.

Ora si cerca di capire chi è Rahami e cosa lo abbia spinto a rendersi responsabile dei due attentati. Chi lo conosce descrive il giovane come un ragazzo normale, amichevole, del tutto adattatosi ai costumi occidentali, che spesso aiutava i più bisognosi presso il ristorante di Elizabeth, New Jersey, di proprietà della sua famiglia.

Di recente sembrava essersi incupito, ma non sembravano esserci segni di radicalizzazione. A insospettire gli investigatori ci sono però diversi viaggi compiuti negli ultimi dieci anni in Afghanistan e Pakistan.

In particolare Rahami si sarebbe fermato per un anno in Pakistan, dove vivrebbe suo fratello. Tuttavia era nota la passione del ragazzo per i viaggi, e nulla farebbe intendere che l’addestramento possa essere avvenuto in quei luoghi.

Le autorità al momento non hanno lasciato intendere in che modo ritengono che Rahami sia collegato alle due esplosioni, nelle quali sono rimaste ferite 29 persone. Al momento non sembrano essere stati trovati legami con l’Isis o altre organizzazioni terroristiche, ma si segue una pista legata alla moglie dell’uomo, sposata in Pakistan ma che non è mai riuscita a ottenere il visto per gli Stati Uniti.