Il bonus di 500 euro per la formazione i docenti verrà versato – solo per quest’anno – direttamente in busta paga, mentre dall’anno prossimo verrà attribuita ad ogni professore una carta elettronica su cui verrà accreditata tale somma. I docenti coinvolti saranno circa 700.000 – tutti quelli assunti a tempo indeterminato – e fra di loro dovrebbero esserci anche i docenti immessi in ruolo nella fase C a novembre – per loro il bonus dovrebbe essere accreditato in un secondo momento.

Come dovranno essere spesi questi soldi? Il comma 121 della legge 107 – quella della “buona scuola“, lo spiega abbastanza bene. Potranno essere acquistati:
- libri e testi, anche in formato digitale, pubblicazioni e riviste comunque utili all’aggiornamento professionale;
- hardware e software;
- l’iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Miur;
- l’iscrizione a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale;
- l’iscrizione a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale;
- biglietti per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l’ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo;
- più in generale per iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del piano dell’offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione.

I docenti dovranno dimostrare con fatture o altro, di avere speso effettivamente questi soldi e per uno o più dei punti scritti sopra. Questa documentazione dovrà essere presentata nella segreteria della propria scuola entro il 31 agosto 2016. I revisori dei conti dovranno valutare se il rendiconto è ok.
Le somme che non verranno spese o non verranno giustificate dovrebbero essere recuperate l’anno successivo. Quindi, se non spendiamo o non rendicontiamo nulla potremmo non ricevere nulla l’anno prossimo.