Enrico Letta, attraverso Facebook, replica a Beppe Grillo, leader del M5S che dalle pagine del Corriere del Sera aveva esclamato: “Fallisce il bonus assunzioni del governo per i giovani’”. Il premier non ci sta e risponde sul social network: “Adesso torna a criticarmi sul Bonus Giovani, operativo dal 1º ottobre e sul quale già ci fu una polemica a giugno. Per tornare al bonus (e alla verità), grazie ad esso ad ottobre 14 mila giovani hanno trovato lavoro”.

Il presidente del consiglio (foto by InfoPhoto) sostiene con orgoglio la battaglia: “Ho sempre detto e pensato che la lotta alla disoccupazione giovanile rappresenta il pilastro della nostra azione. Io non mollerò questa lotta. E ciò a dispetto del disfattismo di chi pare non riuscire a non criticare chi cerca di agire e di fare le cose per bene”. I nuovi incentivi per le assunzioni di 18-29enni hanno coinvolto circa 12mila giovani e 5.300 datori di lavoro ma il documento sul piano Garanzia Giovani parla di 1,2 milioni di disoccupati in più rispetto al 2007.

Il documento preparatorio varato dalla struttura di missione segna le linee guida dell’azione da mettere in campo in Italia per il piano europeo sull’istituzione di una “garanzia per i giovani”, con l’obiettivo di non lasciare nessun under 25 per più di quattro mesi al di fuori di percorsi di studio, formazione o lavoro. La situazione “particolarmente grave” nel Mezzogiorno dove “il tasso di disoccupazione giovanile rasenta il 45% e quello di occupazione è bloccato al 13,2% (a fronte del 18,6% nazionale e del 32,8% della media europea).

Entro il 31 dicembre 2013 verrà definito il Piano nazionale, da approvare in Conferenza Stato-Regioni e da presentare in sede europea: i giovani saranno preparati all’ingresso nel mercato del lavoro: previsto un “colloquio specializzato preparato da percorsi di costruzione del cv e “percorsi verso l’occupazione anche incentivati” per far incontrare domanda e offerta di lavoro promuovendo “autoimpiego e autoimprenditorialità”.

Sul caso Cancellieri, Letta non abbandona il ministro della Giustizia e si opporrà alla mozione di sfiducia presentata dai grillini: “Vorrei evitare rotture traumatiche, se possibile. La squadra di governo funziona, è unita. Le polemiche sono tutte esterne. Non è tema di ora”. Oltre alla sfiducia alla Cancellieri, il governo deve affrontare le polemiche sulla legge di stabilità e quelle infinite sulla decadenza da senatore di Berlusconi.