Data la precaria condizione economica in cui versano molte famiglie italiane, non è una novità se in tantissimi sono ormai costretti a rimandare il pagamento delle utenze domestiche di luce e gas. Ad oggi si stima che il 10% dei nuclei familiari si rivolge, per questo motivo, alle associazioni di tutela dei consumatori, spesso senza essere a conoscenza dei bonus di cui potrebbero usufruire (ecco come fare per ottenere il bonus gas e luce in pochi minuti).

A fare uno studio in merito per poi lanciare l’allarme sono state ben quindici associazioni nell’ambito del progetto denominato “Bonus a sapersi“: Cittadinanzattiva, Acu, Adiconsum, Adoc, Associazione Utenti Radiotelevisivi, Assoconsum, Assoutenti, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federazione Confconsumatori-Acp, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento difesa del cittadino, Unione Nazionale Consumatori. Secondo il loro dossier, nel 2016 una percentuale bassissima di famiglie ha utilizzato il bonus a cui aveva diritto: il 34% per quanto riguarda il bonus elettrico e il 27% per quello del gas.

A pensare che circa due milioni di nuclei familiari potrebbero risparmiare e, invece, la richiesta non viene effettuata perché l’iter burocratico risulta troppo complesso, le informazioni sono inadeguate e l’importo non è proporzionale al consumo. Le associazioni dei consumatori, attraverso il loro progetto, si stanno attivando per risolvere questa problematica sotto vari punti di vista: in primis richiedono delle informazioni istituzionali più chiare e, in secondo luogo, si battono per l’innalzamento della soglia ISEE (da 8.107 a 11.000 euro) che è condizione primaria per poter accedere ai bonus.

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