Stanno montando parecchie polemiche, in queste ore, in merito ai bonus che alcuni insegnanti potrebbero ricevere e il cui assegnamento potrebbe essere deciso anche attraverso la compilazione di questionari anonimi da parte degli studenti, chiamati a sindacare su alcuni aspetti professionali dei loro professori. Il voto degli studenti dovrebbe avere un peso sulla decisione finale di come dovrebbero essere suddivisi i bonus di circa 24 mila euro che ogni scuola dovrebbe ricevere. Una metodologia di assegnazione che ovviamente ha attirato molte polemiche, generando clima teso anche tra i professori.

Il metodo di assegnazione dei bonus agli insegnanti più meritevoli sta facendo discutere soprattutto perché si tema che alla fine possa non essere premiata effettivamente la meritocrazia. E soprattutto si teme che questo possa far nascere dissapori e malcontenti sia fra gli insegnanti sia fra insegnanti e studenti. Una situazione che gli istituti scolastici stanno cercando di capire come affrontare, anche perché gli strumenti a disposizione per la ripartizione del bonus non offrirebbero altre valide alternative. Alcune scuole, però, hanno avviato una sorta di consultazione tra insegnanti, studenti e loro genitori per cercare di capire come suddividere e poi assegnare il bonus.

E il metodo, neppure a dirlo, non piace affatto ai sindacati, che l’hanno definito una sorta di circolo vizioso che dovrebbe essere interrotto il prima possibile. Ciò che viene maggiormente contestato non è il fatto che alunni e genitori possano dare voti ai professori ma che tale giudizio possa in qualche modo contribuire all’assegnazione di bonus economici messi a disposizione dal governo. Bonus di questo tipo, asseriscono i sindacati, dovrebbero essere piuttosto oggetto di contrattazione collettiva.