Giornata intensa per la Borsa europea, che si sono trovate a dover affrontare il contraccolpo della fine delle sanzioni economiche degli USA nei confronti dell’Iran.

Nei prossimi mesi Teheran sarà infatti pronta a far confluire sul mercato ingenti quantità di petrolio prodotte nel Paese, con il prevedibile effetto di assestare un colpo potente all’offerta di greggio, che già aveva dovuto fare i conti con il progressivo calo della domanda.

Il tutto ha determinato un calo del prezzo notevole, con il Brent arrivato a cifre paragonabili a quelle del 2003: dopo un crollo sino ai 28 dollari al barile c’è stata una leggera risalita sino ai 29. Gli investitori hanno dunque accusato il colpo senza però mostrare atteggiamenti del tutto affrettati e irrazionali, per quanto le Borse in queste due settimane abbiano già perso quasi 5mila miliardi di dollari dall’inizio del 2016.

Piazza Affari questa mattina ha subito un crollo notevole, con la Borsa di Milano che è riuscita a rialzarsi verso l’ora di pranzo, fermando il segno negativo sull’1,8%. In caduta libera e oggetto di sospensione per eccesso di ribasso Monte dei Paschi di Siena, arrivato al -8%. Sulla stessa tendenza anche Banca Carige, Banca popolare Emilia Romagna, Banca Popolare di Milano, Banco Popolare, Intesa San Paolo e Ubi Banca, che hanno perso tra il 5 e il 4%.

Dietro questo andamento disastroso ci sarebbero le voci di una possibile nuova inchiesta della Banca Centrale Europea sulla situazione dei crediti non esigibili delle banche europee, che coinvolgerebbe molto da vicino gli istituti italiani, messi a dura prova delle recenti perdite.

Ad aumentare la confusione – nonostante alla fine Londra, Francoforte e Parigi siano riuscite a mantenersi in pareggio – contribuisce anche l’assenza di Wall Street, oggi chiusa per la festività del Martin Luther King Day. All’estero si è fatto notare anche il rosso di Tokyo, con l’indice Nikei che ha segnato -1,1% (nona volta in negativo su dieci sessioni totali dall’inizio dell’anno).