Non è ancora arrivato il momento di dire addio ai sacchetti di plastica in Europa, ma l’Ue sta lavorando in questa direzione. L’eurodeputata danese verde Margaret Auken, al termine di negoziati con Commissione europea e Consiglio Ue, ha annunciato il raggiungimento di un accordo per ridurre l’uso dei sacchetti di plastica.

L’accordo, salvo sorprese dell’ultimo minuto, “sarà approvato venerdì prossimo dai 28 Stati membri” e prevede il raggiungimento di target ambiziosi: 80 borse per persona entro il 2019 e 40 entro il 2025. Solo per fare un paragone bisogna ricordare che la Commissione Europea ha stimato che nel 2010 ogni cittadino europeo ha utilizzato in media 198 sacchetti di plastica in un anno.

Se l’accordo supererà tutti gli scogli – il 21 novembre dovrà essere confermato all’unanimità da un comitato con i rappresentanti degli Stati membri dell’UE -, ogni Paese dell’Unione Europea potrà scegliere tra due alternative: darsi obiettivi vincolanti in termini di riduzione della produzione e dell’uso di sacchetti o l’introduzione di prezzi obbligatori. Anche altre alternative potrebbero essere accettate – come la tassazione.

Salvo sorprese ‘last minute’, l’accordo raggiunto sulle nuove regole per l’uso delle buste di plastica più leggere, quelle prevalentemente ‘usa e getta’, precisa la relatrice dell’Europarlamento, Margrete Auken (Verdi). L’accordo, riferisce Auken, “prevede due opzioni vincolanti: l’obbligo di imporre un prezzo ai sacchetti usa e getta per la fine del 2018, oppure di scegliere il target di riduzione, cioe’ un consumo di 90 sacchetti pro capite entro il 2019″.