Violente discussioni si sono scatenate dopo che Il Fatto Quotidiano ha pubblicato ieri una vignetta firmata da Riccardo Mannelli e incentrata su Maria Elena Boschi.

La ministra per le Riforme viene presa di mira con una battuta – “Riforma: lo stato delle cos(c)e” – abbinata a un ritratto della stessa in cui la si vede gesticolare su una sedia, con le gambe generosamente scoperte.

La vignetta satirica è stata subito bollata come un esempio di sessimo e da molte parti sono arrivate le manifestazioni di solidarietà, in primis quella di Laura Boldrini, che in un tweet ha scritto: “Uomini basta sessismo, siamo nel 2016. Rinnovatevi anche nella satira. Solidarietà alla ministra Boschi”.

Si tratta di un nuovo caso che arriva poche ore dopo il licenziamento del direttore del Qs Quotidano sportivo, Giuseppe Tassi, dopo lo scandalo dovuto al titolo inerente il “trio delle cicciotelle” vincitrici a Rio 2016 nella specialista del tiro con l’arco.

In un’intervista a Repubblica Mannelli afferma di non voler difendere la propria vignetta, alludendo alla libertà della satira – una libertà anche di offesa – che non dovrebbe essere messa in discussione e che non dovrebbe avere limiti: “Fa tutto parte del gioco. Io faccio un mestiere per cui è normale che le persone reagiscano. E meno male che lo fanno”.

Sulla questione è intervenuto anche un altro celebre vignettista italiano, Sergio Staino, il quale ha definito il riquadro impubblicabile e si è rivolto direttamente al collega esortandolo a chiedere scusa: “Quella vignetta mi sembra inutile. È proprio brutta. Ci fosse un collegamento tra le cosce e le riforme, ma non c’è. E poi questo è un momento delicatissimo per le donne”.

Su uno spazio concesso al Fatto Quotidiano Mannelli ha però voluto spiegare il significato della sua opera, pur senza volerne difendere la ricezione: “La Boschi va in giro da mesi, ogni sera su un palco diverso, a comunicare il vuoto pneumatico…di quei discorsi non resta nulla, al massimo le cosce.

La diretta interessata non ha ancora commentato quanto avvenuto, mentre dal Pd sono arrivate severe critiche al disegnatore e alla redazione del Fatto Quotidiano che ha deciso di mandare in stampa la vignetta. “Quando si cede al sessismo o alla volgarità la satira diventa qualcosa di diverso. È una presunta satira che non fa ridere, è greve e persino imbarazzante“, ha affermato la presidente del Senato Valeria Fedeli.