AGGIORNAMENTO: Maria Elena Boschi resta ministro delle Riforme. Così ha deciso la Camera dei Deputati, che ha appena votato contro la mozione di sfiducia presentata nei suoi confronti dal Movimento 5 Stelle, per via di un suo presunto conflitto d’interessi con il caso Salva Banche.

Il discusso provvedimento del governo per salvare quattro istituti di credito, tra cui Banca Etruria, in cui il padre di Maria Elena Boschi, Pier Luigi Boschi, ha avuto il posto di vicepresidente per 8 mesi, non è stato mosso da un conflitto d’interessi. Questo è il parere della Camera, che ha bocciato la sfiducia verso il ministro a larga maggioranza, con 393 no e 129 sì.

A votare a favore della sfiducia verso la Boschi ci sono stati i parlamentari di Lega Nord e Sinistra Italiana, oltre naturalmente ai grillini che avevano presentato la mozione. I loro voti non sono però stati sufficienti.

Prima della votazioni, Maria Elena Boschi ha parlato di fronte alla Camera riguardo al caso del presunto conflitto d’interessi che coinvolgerebbe lei e la sua famiglia. Il ministro delle Riforme ha dichiarato: “Se mio padre fosse stato davvero favorito, sarei la prima a dimettermi. Ma sono state dette un sacco di falsità: è in corso un attacco politico contro il governo e la mia famiglia”.

Delle parole che sono state criticate aspramente da Alessandro Di Battista del Movimento 5 Stelle, che lo ha bollato come un discorso pieno “di pietismo e compassione”.

Maria Elena Boschi oggi all’esame della Camera. I deputati si esprimeranno infatti riguardo al voto di sfiducia nei suoi confronti. La mozione è stata presentata per un presunto conflitto d’interessi che la riguarderebbe, in quanto figlia di Pier Luigi Boschi, che per otto mesi ha ricoperto la carica di vicepresidente presso Banca Etruria, uno dei quattro istituti di credito coinvolti nel Salva Banche attuato dal governo Renzi.

La mozione di sfiducia verso la Boschi non dovrebbe passare al voto della Camera, ma potrebbero esserci delle sorprese. Contro di lei voteranno i deputati del Movimento 5 Stelle, della Lega Nord, ma anche di Sinistra Italiana, il gruppo di parlamentari che comprende i membri di Sinistra Ecologia Libertà, ma anche alcuni fuoriusciti dal Partito Democratico e dai grillini.

Una nota negativa per il governo Renzi è proprio questa adesione da parte di Sinistra Italiana. Il capogruppo Arturo Scotto ha spiegato la scelta di votare a favore della sfiducia della Boschi perché: “Da giorni avevamo chiesto chiarimenti al ministro e non sono arrivati e poi le misure decise dal governo sono largamente insufficienti”.

Maria Elena Boschi in ogni caso appare “tranquilla ma determinata”, secondo quanto riportano fonti a lei vicine. Stando a quanto ha affermato ieri un dirigente del Partito Democratico: “A differenza di altri casi, come Cancellieri e Lupi, per Maria Elena non c’è niente, né un orologio nè un’intercettazione. È tutta una strumentalizzazione politica contro il governo che finirà in niente, ma che comunque renderà domani una brutta giornata”.

Totale sostegno al ministro per le riforme costituzionali e per i rapporti con il Parlamento è arrivato dal premier. Matteo Renzi sostiene che questa mozione di sfiducia “non sta né in cielo né in terra” e considera questa mossa da parte delle opposizioni come un operazione di demagogia che “non paga né per il paese né in termini di voti”.

Nonostante i numeri non sembrino andare incontro a un voto favorevole della sfiducia, anche perché i rappresentanti di Forza Italia si asterranno, Beppe Grillo su Twitter ha voluto esortare i parlamentari dichiarando: “#BoschiACasa! Nessuna fiducia da parte degli italiani, il Parlamento ne prenda atto”.