È una scoperta choc quella fatta dagli inquirenti in merito all’uccisione di un uomo a Napoli nell’ambito di una faida tra il 2004 e il 2005. “È iniziata la guerra, siete pronti?”, questa la frase che avrebbe detto il capoclan ai suoi affiliati, come ricostruito dal Corriere.it. Ad uno dei rivali, infatti, venne tagliata la testa con un seghetto da falegname che poi venne utilizzata per giocare a calcio in cortile. Quella stessa testa, tra l’altro, fu portata davanti ad una vedova di camorra che aveva perso il marito, assassinato dal cugino di quell’uomo martoriato.

A parlare è, per la prima volta, uno degli uomini che partecipò alla guerra tra i Di Lauro e gli Amato-Pagano a Napoli. Uno di quelli che era ritenuto a capo della cupola degli “scissionisti” specializzati nel traffico di cocaina. Nei verbali, inoltre, emergono anche le modalità con cui fu ucciso Gaetano De Pasquale, all’epoca dei fatti 26enne che venne sequestrato e portato davanti a Cesare Pagano il quale lo “legò ad una sedia e lo interrogò per ore”. Alla fine venne “affogato in una bacinella d’acqua” e il suo corpo “gettato in un pozzo”. Una fine atroce.

Nel 2004 i boss incontrarono il “patrigno del killer Biagio Esposto” e i Di Lauro “lo picchiarono per poi passargli sul corpo con la motocicletta”. L’uomo morì per le profonde ferite. E infine la morte di una ragazza, “legata ai Di Lauro” il cui volto venne “bruciato con l’acido muriatico”. Uomini senza scrupoli. Killer che uccidevano con “Rolex da 100mila euro al polso”.