Ieri sera il verdetto della Cassazione: Massimo Bossetti è colpevole dell’omicidio di Yara Gambirasio, la ragazza di 13 anni il cui corpo venne ritrovato il 26 febbraio 2011 in un campo a Chignolo d’Isola a pochi chilometri da Brembate di Sopra dove la ragazza abitava coi suoi genitori. La Corte, di fatto, ha confermato le condanne di primo e secondo grado per Bossetti e ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa del muratore di Mapello, condannandolo anche al pagamento delle spese legali.

Per l’uomo accusato di aver ucciso la piccola Yara è stata “una mazzata durissima” ma “saprà reagire perché le strade non sono finite”: “Con pazienza e con fiducia bisogna rimettersi al lavoro, qualcosa ancora si può fare ha spiegato il legale di Bossetti a “Quarto Grado”. “Tanta gente crede in Bossetti, faremo il possibile per cercare di affermare la sua innocenza” ha concluso.

“Giustizia è fatta ma non c’è soddisfazione”, sono invece le parole del legale di parte civile: “Contando quelli di oggi sono 39 i giudici che hanno ritenuto Bossetti come il responsabile di quanto avvenuto”.

Durissima infine la requisitoria del sostituto Pg della Cassazione:

Non esiste un ragionevole dubbio che possa essere innocente Massimo Bossetti, il quale non ha avuto un moto di pietà e ha lasciato morire Yara da sola in quel campo.