A “Pomeriggio Cinque” parla il compagno di cella di Massimo Bossetti, accusato di aver ucciso la piccola Yara Gambirasio. Intervistato da Barbara d’Urso, l’uomo ha parlato di un uomo distrutto: “I momenti più commoventi sono quando la famiglia lo va a trovare, ha momenti di sconforto e commozione quando vede sua madre, sua sorella. Soffre, è provato ma ha una grande speranza, cioè quella di dimostrare che è innocente, se glielo permettono [...] Basta guardarlo negli occhi, lui è sincero, un libro aperto ed è sempre a disposizione del prossimo”.

Bossetti cucina polenta e tagliatelle

Massimo Bossetti in cella “legge e scrive” visto che ha “tanta corrispondenza”: il pomeriggio va “a prendersi il sole” e poi “si racchiude in se stesso” scrivendo e guardando la tv. “È lui che cucinava in cella, dalla polenta alle tagliatelle. Massimo si dà da fare per gli altri, è buono d’animo” ha aggiunto il suo compagno di cella che lo difende a spada tratta. “Non ho mai pensato che lui fosse colpevole. Non ho mai avuto né timore né paura di lui, con altri detenuti ha avuto problemi, si sa. Qualcuno ha mangiato sulle sue spalle, trattandolo male” ha rivelato.

Bossetti, processo d’appello il 30 novembre

Bossetti ha avuto momenti bui, probabilmente cercando di togliersi la vita: “Ha cercato di commettere un qualcosa a se stesso perché si sentiva con le spalle al muro. Non gli vogliono far dimostrare la verità“.

Il 30 novembre comincerà il processo d’appello a Brescia.